• Avanti Andrea

    On: 3 marzo 2017
    In: Agenda, Articoli, blog, Iniziativa politica, Partito Democratico
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    E’ una borsa pesante quella che mi accompagna oggi a Roma. Una borsa ricca di sogni e di speranze dei tanti (tantissimi) che in Piemonte hanno deciso di continuare a credere in un partito.
    Il nostro partito.
    Negli ultimi giorni abbiamo vissuto ore e momenti concitati.
    Volevamo dirti tutti insieme, caro Andrea, “noi ci siamo”. Volevamo dirtelo con anticipo rispetto alle scadenze formali, perché il nostro supporto ti desse ancora più forza.
    E volevamo dirtelo partendo da un luogo simbolico: i nostri circoli. E’ lì che abbiamo realizzato la raccolta firme per la tua candidatura, è da lì che dobbiamo ripartire.
    Avanti Andrea,
    noi ci siamo. Andiamo dove le persone si scambiano le idee e mettono in gioco le proprie competenze al servizio del bene comune. Andiamo dove si parla di nuovo di sinistra. E andiamo dove ci sono i deboli, gli esclusi, gli emarginati, coloro che hanno meno opportunità.
    Soprattutto andiamo ad unire, e non a dividere.
    Andiamo a costruire una possibilità. Perché c’è sempre un’altra possibilità. Va solo immaginata. E poi inseguita, con tutto noi stessi e con l’aiuto di tutte le persone che si ritrovano nei medesimi ideali.
    Adesso che la borsa é più leggera, ho capito che non erano solo dei moduli a riempirla. Lì dentro c’erano l’impegno e il coraggio di tutti quelli che credono che questa casa possa tornare ad essere quella di tutti i democratici e le democratiche.

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  • Tutti gli impegni di COP21

    A meno di un anno da Cop 21, il Parlamento di Strasburgo ha ratificato a maggioranza gli accordi presi a Parigi nel novembre scorso: «La lotta al cambiamento climatico non è solo una delle più importanti sfide del nostro tempo, ma anche l’opportunità di costruire un’economia più sostenibile e competitiva e società più stabili», ha affermato Ban Ki Moon.
    In quell’occasione anche la Città di Torino era presente, portando in dote gli sforzi ed i notevoli risultati conseguiti, fra cui l’abbattimento dei livelli di CO2 con cinque anni di anticipo rispetto agli impegni per il 2020.

    Mi preme sottolineare però che tali risultati sono stati conseguiti non bloccando mai la circolazione, senza targhe alterne e con l’ampliamento del teleriscaldamento e delle politiche di sharing.

    Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, per parte sua ha commentato: «Il nostro voto garantisce che l’accordo soddisfi la soglia necessaria. L’entrata in vigore dell’accordo di Parigi meno di un anno dopo la sua firma è un risultato enorme, mentre ci sono voluti otto anni per il protocollo di Kyoto. Il voto di oggi significa anche che l’Ue resta un leader” nella lotta al cambiamento climatico».
    Questa è l’Europa che mi piace, un’Europa che però faticherebbe a capire una politica di tagli del trasporto pubblico, quale quella che si sta profilando in Sala Rossa in questi giorni, o i dubbi sull’ampliamento delle politiche di sharing manifestati dalla sindaca Appendino e dall’assessora Lapietra.

    L’Italia, che dell’Ue è fondatrice, fa parte di quei paesi responsabili del 55% di emissioni che hanno deciso di impegnarsi per ridurle. Sarebbe quantomeno imbarazzante che, a poche settimane dall’accensione dei riscaldamenti, proprio questa amministrazione non mettesse in campo ogni sforzo possibile per contenere quelle emissioni.

    Questa volta non ce lo chiede l’Europa, l’abbiamo chiesto noi a lei.

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  • #SVEGLIAITALIA

    On: 22 gennaio 2016
    In: Foto, Partito Democratico
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    E’ importante partecipare alla manifestazione #svegliatitalia: è ora di essere civili, perché allargare la base di cittadini che godono di diritti è l’unico modo per rendere sempre più stabili ed ampie le fondamenta democratiche del nostro paese. Parteciperò perché moltiplicare i diritti è l’unico modo per non dividere i cittadini in classi. Credo che la società Italiana debba interrogarsi anzi sul ritardo con cui questa discussione è stata avviata. Auguriamoci che il dibattito possa avere come stella polare l’uguaglianza e non la paura del diverso.

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  • Nutrire le citta’

    Questa sera alla Festa de L’Unità del Partito Democratico di Torino Enzo Lavolta, assessore comunale all’Ambiente, Antonio Ferrentino, consigliere regionale Commissione Agricoltura, l’assessore all’Agricoltura Regione Piemonte Giorgio Ferrero per discutere del tema “Nutrire le città: verso il terzo forum sullo sviluppo economico locale”. Saranno presenti anche Ernesto Dalle Rive di Novacoop, Francesco Bianco e Graziano Scaglia di M**Bun, Nicola Lentini di Lentini’s e Michele Bachis di Capac. Modera il caporedattore del quotidiano La Stampa Luca Ferrua.
    Alle 21 invece sarà la città della Mole il tema del dibattito “Un’idea di Torino, idee per Torino”. Il presidente dell’Associazione Stampa Subalpina Stefano Tallia modererà gli interventi del vicepresidente Torino Strategica Valentino Castellani, del capogruppo del Pd in Comune Michele Paolino, dei consiglieri comunale Pd Giusi La Ganga e Fosca Nomis, di Luca Davico della Fondazione Rota e dell’economista Pietro Terna.

    21-08-2015 TorinoClick-Forum sviluppo locale, pronto il programma

    01-09-2015 LaStampa-Il tema dello sviluppo economico locale al centro del forum mondiale di Torino

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  • Sempre Del Mio Meglio !

    “D’una città non godi le sette o settanta sette meraviglie, ma la risposta che dá a una tua domanda”

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    Ho letto anch’io, come molti altri, l’indagine di Ipr e Repubblica sul gradimento, fra i cittadini, degli assessori della Giunta Fassino.

    Non posso nascondere che quanto emerge dall’indagine mi faccia piacere e mi dia conferma che, nei settori di cui ho responsabilità, l’amministrazione stia, pur fra molte difficoltà e comunque con grandi margini di miglioramento, lavorando bene.

    A confortarmi in particolare non sono tanto le percentuali che, come sempre in questi casi, hanno un valore relativo, ma il fatto che il dato di notorietà coincida con quello di gradimento, come dire che.chi mi conosce e conosce il mio lavoro, lo trova positivo.

    Ciò ovviamente mi gratifica e insieme mi sprona a proseguire con impegno nel mio lavoro.

    Credo però che questo giudizio positivo vada esteso al personale comunale che ogni giorno si occupa del verde pubblico, della tutela dell’ambiente cittadino, della pulizia della città e del trattamento dei rifiuti che essa produce.
    Ho riletto di recente, perché usata come presentazione di una delle molte imprese innovative che operano nella nostra città, una citazione dalle città invisibili di Italo Calvino: ” D’una città non godi le sette o settanta sette meraviglie. Ma la risposta che dá a una tua domanda”

    Credo, considerando temi e problemi di cui mi occupo e su cui ho responsabilità, che queste siano parole di grande verità.

    Enzo Lavolta

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  • ORGANIZZIAMO SUBITO LE PRIMARIE

    On: 31 agosto 2010
    In: Iniziativa politica, Partito Democratico
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    In questi straordinari giorni di festa, sono state tante le manifestazioni di affetto verso la classe dirigente di un partito che ha dimostrato di ben governare Torino.

    E’ bene rispondere con un atto di chiarezza e trasparenza come siamo abituati a fare.

    Le numerose interviste di questi giorni, i diversi nomi “lanciati” nel mucchio non aiutano a comprendere la nostra visione di Torino, lasciano piuttosto trasparire la rincorsa di alcuni sugli altri.

    Si avvii il processo virtuoso delle primarie senza timori. Si misurino democraticamente quanti generosamente si rendono disponibili a concorrere al buon governo della Città.

    La priorità assoluta per Torino è la costruzione di un cantiere democratico che sappia capitalizzare quanto di buono si è realizzato e soprattutto definisca ciò che si vuole fare e questo si fa partendo dalle primarie.

    Sarà una competizione interessante e sono certo utile ad aprire un dialogo con i soggetti sociali della Città che meritano per il contributo dato fino ad oggi un riconoscimento pieno a partire dalla condivisione di idee.

    E’ bene che il partito provinciale fissi immediatamente la data delle primarie.

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  • DOCUMENTO SOTTOSCRITTO DA PD E PDL PIEMONTESI Un patto bipartisan dei parlamentari ”Mamma Rai non toccare la tv dei bimbi”

    On: 16 febbraio 2010
    In: Iniziativa politica, Partito Democratico
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    «Salvare la Rai di Torino» e’ la mission che, da oltre un decennio, i parlamentari piemontesi si danno ciclicamente cercando di contrastare le continue spoliazioni di attivita’ in favore dei centri di Roma e di Milano, e di esternizzazioni. L’ultima minaccia e’ il trasferimento su satellite delle produzioni per l’infanzia e i ragazzi, «un patrimonio culturale e lavorativo» della sede tv di via Verdi e che il centro di produzione non puo’ perdere, pena la sua stessa sopravvivenza visto che e’ l’ultimo filone rimastogli (con i programmi giornalistici). Si presenta bipartisan la task force di politici (gli onorevoli Stefano Esposito, Giorgio Merlo, Mimmo Luca’ del Pd e Osvaldo Napoli del Pdl) e di amministratori locali (Antonio Saitta della Provincia, Andrea Bairati e Paola Pozzi della Regione, ENZO LAVOLTA e Giulio Cesare Rattazzi del Comune) che ha sottoscritto l’interrogazione alla Commissione di vigilanza per avere l’audizione del direttore di Raitre, Antonio Di Bella, in quanto responsabile della produzione dei programmi per i ragazzi. E’ un settore fondamentale – hanno detto – per una buona formazione pedagogica dei bimbi». Rai Torino, nel suo insieme, ha perso dal 45 al 60 percento del personale: in via Verdi (radio-tv) sono rimasti 350 dipendenti, in via Cernaia (amministrazione, finanza, abbonamenti) 400 (e 200 collaboratori); per l’Orchestra Sinfonica Nazionale 130; in corso Giambone (centro ricerche) 60. Lavoratori e sindacati inoltre, non hanno piu’ informazioni sulla palazzina che dovrebbe sorgere in corso Giambone (al posto del palazzo di via Cernaia): chiedono un piano sul futuro delle sedi e delle attivita’.
    Preoccupati i sindacalisti di base della Rai di Torino, hanno assistito alla conferenza stampa in silenzio, poi alcuni hanno commentato amaramente: «E’ bene che le forze politiche si presentino unite – ha affermato Eros Temponi, delle Rsu di via Cernaia -, speriamo, perche’ promesse ne abbiamo gia’ sentite». «E’ necessario attivarsi per difendere le residue trasmissioni prodotte a Torino – ha osservato Marco Berti, delle Rsu -, ma tutte le attivita’ della Rai vanno sostenute: dal centro ricerche a quello amministrativo e finanziario: oltre i posti di lavoro c’e’ un’economia da salvaguardare sul territorio, specie di fronte alla crisi che incide pesantemente sull’industria».

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  • Il Pd propone un patto trasversale per salvare il centro produzioni Rai

    On: 9 febbraio 2010
    In: Iniziativa politica, Partito Democratico
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    Repubblica — 09 febbraio 2010 pagina 4 sezione: TORINO

    UN PATTO trasversale per salvare la Rai di Torino, da far sottoscrivere lunedì prossimo ai parlamentari piemontesi di tutti i partiti e agli amministratori locali. La proposta arriva dal Pd e a sostenerla sono i deputati Giorgio Merlo e Stefano Esposito, messi in allarme dall’ intenzione della tivù di stato di mandare “in esilio” sul satellite alcuni programmi per ragazzi che oggi sono trasmessi da Raitre e che costituiscono il fiore all’ occhiello del centro produzione di via Verdi. Spiega Merlo: «Sappiamo che da anni è in atto un disimpegno costante e inarrestabile della Rai da Torino. Nell’ ultimo ventennio il personale della produzione è passato da 900 a 500 dipendenti, quello degli uffici amministrativi di via Cernaia da 1.200 a 500 e quello del centro ricerche di corso Giambone da 140 a 70. Il tutto senza una crisi aziendale da affrontare, ma semplicemente per uno spostamento progressivo delle attività a Roma» . Ora il timore è che alcune risorse vengano trasferite nella sede che viale Mazzini creerà a Rho in occasione dell’ Expo milanese: «Sappiamo – dice Esposito – che buona parte degli investimenti futuri dell’ azienda saranno catalizzati lì. Rischiamo di perdere le eccellenze e il know how maturato a Torino in tutti questi anni» . Preoccupazioni anche per l’ orchestra, in odore di tagli, e per il centro ricerche, che, denuncia Enzo Lavolta, presidente della commissione lavoro in Comune, corre il rischio di essere esternalizzato. E’ dei giorni scorsi, infine, la decisione della Rai di mandare su satellite due produzioni torinesi: Melevisionee di Trebisonda, i programmi per ragazzi che vengono realizzati dal Centro di produzione Rai di Torino. A partire dall’ autunno prossimo scompariranno da Raitre per traslocare sul satellite. Per i sindacati si tratta di un altro campanello d’ allarme: si temono riduzioni sia di budget che di personale: alle due trasmissioni lavorano oltre cinquanta dipendenti più un indotto di attori, tecnici e manovali. La decisione è il frutto di una nuova strategia aziendale. Entro la fine del 2010 tutta Italia avrà il digitale terrestre, quindi servirà maggiore impegno per i canali tematici. Viale Mazzini si riorganizzerà distribuendo le attività così: lo sport al centro di produzione di Milano, la cultura a Napoli, la tivù dei ragazzi a Torino. Quindi all’ ombra della mole Mole sbarcheranno due interi canali, RaiGulp e Raisat Yoyo. Una buona notizia per il capoluogo piemontese, un probabile boomerang secondo i sindacati. © RIPRODUZIONE RISERVATA – (ste.p.)

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  • Riflessioni su Motorola e Torino

    L’abbandono improvviso di Motorola , dal centro ricerche e sviluppo di Torino, ci impone almeno due ordini di riflessioni: innanzi tutto il mantenimento sul territorio e la valorizzazione del know-how dei 370 lavoratori, in secondo luogo il significativo apporto di risorse pubbliche che ha caratterizzato la presenza di Motorola nella nostra città.

    L’abilità di raggiungere la leadership di mercato per il secondo produttore di cellulari al mondo, tanto declamata dall’azienda in questi anni, ha trovato fondamenta nelle eccezionali proprietà e capacità intellettuali delle risorse umane che ha avuto a disposizione. E’ inaccettabile che, in un Paese che dibatte con forza sulla necessità di destinare giustamente risorse utili alla ricerca, laddove questa si concretizza – come a Torino con il Politecnico – si producano eccellenze che oggi vengono mortificate dalle scelte commerciali sbagliate del management dell’azienda americana.

    In questi anni Motorola oltre a beneficiare delle alte professionalità nate in seno al Politecnico di Torino, non ha pagato l’affitto di una struttura di migliaia di metri quadrati, ha condizionato l’I3P, (l’incubatore nato per generare nuova imprenditoria “knowledge based” ), sedendo nel suo consiglio di amministrazione ed ha infine trovato nel Comune di Torino un acquirente di prodotti tecnologici per centinaia di migliaia di euro.

    In questa vicenda vengono evidentemente a galla tutte le contraddizioni e le ambiguità proprie del vano tentativo di coniugare contemporaneamente liberismo e sostegno pubblico. Chi otto anni fa, ha colto nell’arrivo di Motorola a Torino una opportunità di sviluppo ha fatto il suo mestiere. Chi ha forzato perché avvenisse a tutti i costi ha peccato di eccessivo entusiasmo e di scarsa lungimiranza.

    Oggi, a differenza del 2000, la politica torinese ha l’opportunità di dare fiducia direttamente ai lavoratori offrendo loro strumenti utili a creare imprese che da questo territorio, con le sinergie già in atto tra istituzioni ed Università, capitalizzino gli investimenti realizzati. L’alternativa errata sarebbe l’affannosa ricerca di grandi investitori ai quali dover assicurare chissà quali altre garanzie.

    Non penso che le soluzioni. che necessariamente devono nascere in seno alla politica, possano limitarsi ad adire per vie legali anche perché Motorola, per quanto possa essere doloroso ammetterlo, ha rispettato il suo contratto.

    Penso che la politica abbia come principale obiettivo quello di immaginare il futuro, il migliore possibile e lavorare perché si realizzi e credo che debba fare tesoro delle esperienze passate, soprattutto se queste sono severe lezioni, utili per le scelte future.

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  • Documento approvato dall’Assemblea Regionale del PD del 10 maggio

    On: 16 maggio 2008
    In: Partito Democratico
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    La sconfitta elettorale del 13 e 14 aprile ha messo in evidenza i limiti del PD nel costruire un legame con i pensieri profondi della società italiana, di interpretarne la paure ed i desideri, di parlare alla pancia ed al cuore delle persone fallendo in questa occasione l’obiettivo di insediare un forza riformista capace di andare significativamente oltre la somma dei voti di Ds e Margherita.
    La scomparsa della Sinistra Arcobaleno dal Parlamento è certamente frutto di ragioni profonde e strutturali dovute all’incapacità di cogliere le trasformazioni della società e rischia di avere conseguenze politiche che possono rendere più complessa la valorizzazione della natura prospettica del PD come partito di governo.
    Il risultato piemontese ha messo in evidenza la forte accentuazione della tradizionale bipolarizzazione della Regione confermando quel fenomeno di isolamento territoriale del PD tra la Provincia di Torino e le altre province. Questo dato costituisce un forte motivo di preoccupazione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali del 2009 e del 2010 ed obbliga ad avviare quanto prima, a tutti i livelli, le azioni politiche ed amministrative necessarie. In quest’ottica, tutti dobbiamo sentirci coinvolti e responsabili. Anche nelle scelte del Partito, ivi compresa la formazione delle liste e la selezione dei gruppi dirigenti, è indispensabile riprendere il filo del dialogo tra i territori piemontesi e le loro specificità.
    Occorre uscire al più presto da questa situazione di stallo e reagire alla battuta di arresto nel processo di costruzione del PD ma per farlo non possiamo essere indulgenti nell’analisi. Il PD ha ottenuto un risultato ragguardevole ma inferiore alle aspettative e necessita di una nuova strategia di alleanze, anche per colmare la debolezza strutturale in tutte le regioni del Nord e nelle province piemontesi.
    È evidente la necessità di un generale ripensamento del modello organizzativo nazionale che superi la personalizzazione e apra il gruppo dirigente ad un vero rinnovamento evitando i limiti manifestati nelle scelte dei vertici dei gruppi e delle istituzioni parlamentari, attuando le precise indicazioni dello Statuto. Anche per questi motivi il PD piemontese deve sentirsi impegnato sin d’ora ad elaborare proposte politiche di carattere nazionale e a promuovere la graduale formazione di una nuova classe dirigente nazionale.
    Occorre che il PD del Piemonte avvii una nuova fase in cui tutti debbono essere chiamati a dare il loro contributo, indipendentemente dalla collocazione assunta il 14 ottobre anche attraverso il superamento del metodo obbligato con il quale abbiamo costruito gli organismi dirigenti regionali.
    È necessario riprendere in mano quanto prima il tema del profilo politico e culturale del PD riportando al centro il tema dell’autonomia e della dimensione federale del Partito rispetto alle logiche centralistiche nazionali. In questo senso un passaggio fondamentale sarà rappresentato dalla discussione che faremo in merito al nostro Statuto. Se da un lato è necessario riprendere quanto prima una politica dei redditi rivolta soprattutto ai ceti medio-bassi, con grande determinazione dobbiamo recuperare la dimensione del rapporto costante ed attento con la piccola e media impresa e con il mondo del lavoro autonomo e fornire risposte credibili alla domanda generale di sicurezza e di fermezza che proviene dal nostro territorio.
    Delicato è il ruolo delle aree politico-culturali all’interno del Partito che devono rappresentare sempre e solo strumenti di proposta e dibattito politico all’interno degli organi del Partito evitando semplici riproposizioni di riferimenti e identità ideologiche smarrite o appannate che sono il nostro punto di partenza ma che non devono appesantire il cammino riformatore del Partito. Il PD è nato per guardare avanti e non indietro, al di fuori della logica degli ex e delle loro contrapposizioni in cui deve evitare di avvitarsi se punta ad essere interprete di quella modernità dell’azione politica che ne costituisce l’essenza e la stessa ragione fondativa.
    Elemento fondamentale dell’azione di rilancio del Partito è poi il lavoro che ci attende per consolidare il suo radicamento sul territorio piemontese attraverso l’azione dei circoli, il lancio dell’iniziativa politica dei forum tematici e l’imminente tesseramento. Il tema della vocazione maggioritaria del PD non è in alcun modo contrapposto all’esigenza fondamentale di ricostruire una strategia di alleanze attraverso un dialogo rispettoso delle differenze e capace di valorizzare tutti gli attori, secondo le migliori tradizioni della politica di coalizione che ha lungamente caratterizzato i rapporti tra i partiti nel nostro paese e nella nostra regione riprendendo il suo ruolo di centro di aggregazione e di garanzia di tutte le forze riformiste.
    Il PD guarda con interesse alla ricostruzione di una forza alla sua sinistra che dia sbocco politico ad un’area sociale significativa ponendosi altresì come obiettivo il consolidamento del voto ricevuto da una parte dell’elettorato della Sinistra Arcobaleno. Tuttavia la sua sfida attuale più importante si gioca al recupero di una fascia di elettorato che vuole coniugare in modo virtuoso politiche di efficienza e politiche di solidarietà. In tal senso l’Italia dei Valori, i Moderati e l’UDC sono interlocutori con cui avviare sin da subito ed in vista dei prossimi appuntamenti elettorali un intenso confronto programmatico nell’approfondimento dei temi di merito e nella individuazione della possibilità di un percorso comune. Naturalmente non tutto è riconducibile alla logica delle alleanze politiche. Il PD deve avviare una strategia di alleanze sociali capace di ricostruire un rapporto con la variegata società piemontese e anche con quel mondo rappresentato da liste civiche e soggetti politici locali che saranno fondamentali nella creazione delle condizioni necessarie a consolidare la prospettiva di vittoria delle prossime competizioni elettorali.

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