• Inaugurazione casa AIL

    On: 23 novembre 2016
    In: Agenda, Articoli, Attività Amministrativa, blog, importante
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    Sono lieto di partecipare, in rappresentanza dela Città di Torino e del suo Consiglio Comunale, all’inaugurazione di casa Ail qui in via Nizza 24.

    Non si tratta soltanto di un atto che vuol sottolineare il vostro prezioso lavoro. Rappresenta, ancor prima, il riconoscimento del grande valore di una Associazione che lavora quotidianamente per migliorare la vita sia del paziente che delle famiglie.

    L’Organizzazione mondiale della sanità stima una crescita consistente dei tumori nei prossimi quindici anni su scala globale. Segno che il tema davanti a noi è prioritario, e va affrontato con impegno, serietà e continua innovazione evitando di affidarsi all’inerzia del ritmo delle abitudini.

    I rilevanti risultati negli studi scientifici e le terapie sempre più efficaci e mirate, compreso il trapianto di cellule staminali, hanno infatti determinato un grande miglioramento nella diagnosi e nella cura dei pazienti ematologici. È necessario però continuare su questa strada per raggiungere nuovi obiettivi e rendere leucemie, linfomi e mielomi sempre più guaribili.

    Questi risultati incoraggiano ad andare avanti. Anzi, se possibile, a procedere con passo più sicuro e veloce, grazie alla testimonianza di chi questa battaglia l’ha vinta.

    Il dramma personale e familiare, che la malattia porta con sé, può trasformarsi in fiducia e voglia di vivere, grazie al rafforzamento dei legami familiari, sociali, affettivi. Tutto questo anche per merito di strutture come questa, capaci di far trascorre ai pazienti il delicato momento che segue le dimissioni dalle strutture sanitarie e proseguire in ambiente accogliente e confortevole le terapie mediche iniziate nei reparti di degenza.

    E’ necessario infatti che la speranza di vita dignitosa si consolidi come un bene comune, del quale l’intera comunità sia garante e partecipe.

    Parallelamente, scopriamo che nuovi passi avanti vengono compiuti dalla ricerca; vere e proprie finestre che si aprono sulla vita delle persone che dipendono molto dall’opera come la vostra e di chi lavora incessantemente nella ricerca scientifica, nella sperimentazione, nella organizzazione delle cure. In quello straordinario impegno culturale, di diffusione delle conoscenze, di sensibilizzazione al tema, che costituisce sempre condizione e premessa di un autentico progresso della scienza e della medicina.

    L’Associazione Italiana contro le Leucemie è stata capace, in oltre 40 anni di incessante attività, di raccogliere risorse rilevanti da destinare a gruppi di ricerca, aiutando le università a compiere scoperte di straordinario valore e continuando a sollecitare la solidarietà dei cittadini e la responsabilità delle istituzioni.

    Per questo la Città di Torino vi è grata. Siete riusciti, anche in questo nuovo spazio, a costruire servizi e strutture capaci di supportare i pazienti oncoematologici e i loro famigliari. Avete aiutato il nostro Comune a rendere migliori i servizi, ad accrescere la qualità di un ambito cruciale della vita italiana.

    Consentitemi in conclusione ancora un piccolo gesto di riconoscenza nei confronti dei ricercatori impegnati nelle nostre strutture ospedaliere e nelle università cittadine. E’ opportuno ricordarlo anche oggi: investire nella ricerca, clinica e di laboratorio, è sempre una scelta vincente. Nella lotta contro le leucemie rivestono grande importanza – accanto alle cure, ai farmaci, alle terapie – la prevenzione e la diagnosi precoce.

    Anche questo è un impegno di comunità, a cui tutti – le istituzioni pubbliche in primo luogo – siamo chiamati. E’ un impegno che coinvolge lo stesso mondo della ricerca, i cui avanzamenti possono rendere più sostenibili i costi dei farmaci e delle terapie, e sempre più precisi gli strumenti di diagnosi.

    L’anno prossimo, quando ci rivedremo, molte altre vite saranno state salvate, altri malati avranno avuto la possibilità di trascorrere tante giornate serene con i loro cari: è un messaggio di speranza che da qui oggi vorrei muovere.

    La vostra è una straordinaria esperienza di impegno sociale. L’inaugurazione di oggi ci ricorda che, insieme, si può scrivere, anche a Torino, una storia di progresso umano.

    E non mi stancherò mai di ripeterlo…. l’Italia del volontariato, l’Italia della solidarietà , l’Italia dell’impegno civile è davvero l’Italia migliore.

    LUNGA VITA ALL’AIL.

     

    Enzo LAVOLTA

    Vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino

     

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  • Premio capitale dell’innovazione

    On: 8 aprile 2016
    In: Articoli, blog, importante, SmartCity
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    Torino è una delle nove città finaliste tra le quali, oggi pomeriggio a partire dalle 14,30, sarà scelta la Capitale Europea dell’Innovazione 2016. La Commissione Europea ha comunicato la rosa delle pretendenti nello scorso mese di gennaio, frutto di una selezione tra le decine che hanno presentato la loro candidatura.
    Dopo il successo nel 2014 della prima edizione dell’European Capital of Innovation Award, la Commissione Europea ha infatti lanciato nei mesi scorsi una seconda edizione per celebrare la città europea che sta costruendo il migliore “ecosistema di innovazione”, connettendo abitanti, amministrazioni pubbliche, scuole e imprese, con l’obiettivo di aiutare la città a riuscire al meglio negli sforzi in questa direzione.
    Torino è in competizione con Amsterdam, Berlino, Eindhoven, Glasgow, Milano, Oxford, Parigi e Vienna.
    Le città vengono giudicate sia sulla base delle iniziative già effettuate, sia sulla base delle loro idee per migliorare la capacità di innovazione per il futuro.
    La città di Torino è stata inserita nella rosa ristretta delle pretendenti in particolare per quell’approccio e quella cultura dell’open innovation che ne sta caratterizzando le politiche di innovazione dell’amministrazione: si parla di processi e strumenti integrati e di collaborazione attraverso una serie mirata di iniziative di innovazione, co-sviluppato dal Comune.
    Si inseriscono quindi in tal senso iniziative come Innova.TO, concorso interno riservato ai dipendenti pubblici per innovare la PA dall’interno, come Torino Social Innovation – FacilitO, un programma di accompagnamento e finanziamento di startup ad impatto sociale, o come Open Incet, il primo centro italiano di “innovazione aperta” dove attori pubblici e privati collaborano insieme per risolvere le sfide sociali.
    Accanto a questi si aggiunga la costante attenzione per diffondere l’uso strategico degli appalti pubblici (public procurement), su cui l’amministrazione si è vista già riconoscere un ruolo di primo piano, grazie a ben tre progetti europei comunitari vinti, e alle nuove forme e modalità di partecipazione, come nel caso del progetto WEGOVNOW, con cui la città ha vinto un bando Horizon2020.
    Il primo premio consiste in un finanziamento di 950.000 euro, il secondo premio di 100.000 euro, il terzo premio di 50.000 euro.

    di Mauro Marras

    TorinoClick del 08/04/2016

    22-01-2016 LaStampa-Capitale europea dell’innovazione. Nove finaliste, Torino sfida Milano

    22-01-2016 TorinoToday-Torino in lizza per il premio europeo dell’Innovazione 2016

    25-01-2016 EconomyUp-Capitale dell’innovazione, Milano e Torino in corsa

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  • Parco Falchera

    Con la realizzazione del Parco Falchera si porta a compimento un progetto atteso da 30 anni. Oggi il sindaco Piero Fassino, l’assessore Enzo Lavolta e la presidente della Circoscrizione Nadia Conticelli hanno verificato sul posto l’andamento dei lavori: un parco di 430mila metri quadrati, con un lago al centro, orti, aree giochi, campi sportivi e zone agricole. Un nuovo polmone verde là dove fino a pochi mesi fa regnavano orti improvvisati e discariche abusive. La bonifica resasi necessaria dopo anni di abbandono ha prodotto 2000 tonnellate di rifiuti. La realizzazione a parco è stata possibile grazie a due importanti eventi: la cessione dell’area da parte della società Borsetto alla Città di Torino, che in cambio, grazie a una variante del Prg, realizzerà in un’area di 40mila metri quadrati un’area residenziale a fianco al parco; i contributi del Piano Città del Governo del 2012, che hanno innescato le procedure per la trasformazione.
    Il progetto è interamente ideato e realizzato dai tecnici del servizio Grandi opere del verde della Città di Torino.
    Trent’anni, dicevamo. Le prime proposte progettuali risalgono alla metà degli anni Ottanta. Ma il primo progetto preliminare risale al 1999, il primo definitivo nel 2001. Poi, grazie allo sblocco del Piano Città, ecco i nuovi progetti preliminare e definitivo nel 2013, l’esecutivo nel 2015.
    Con questo progetto la Città vuole consolidare la valenza naturalistica del paesaggio, che ha i suoi punti di forza nella presenza dei laghetti di cava, un ecosistema ormai consolidato e di pregio ambientale; offrire nuovi spazi di aggregazione e socializzazione e realizzare un parco agricolo sostenibile con modalità di gestione mista, con la collaborazione di ortolani e agricoltori.
    Il parco spondale. È tra i primi lavori affrontati: Sono già visibili e in gran parte ultimate le opere di ingegneria naturalistica per il consolidamento delle sponde. Si è anche proceduto a riempire il lago piccolo e parte del lago grande con circa 20mila mc di terreno, dove si realizzerà il giardino attrezzato. Consolidate le sponde anche del rio Mottone, già presente ma in parte deviato dal nuovo allestimento. Tra le altre opere previste: spiaggia urbana, anfiteatro inerbito, percorso sull’istmo con passerella, isolette vegetate, percorsi didattico naturalistici. Il lago è ricco di pesci e l’acqua è pulita. Tra le ipotesi, anche la creazione di una piccola spiaggia e un pontile per canoe. Il lago è abbastanza profondo: vicino all’isolotto centrale ci sono punti profondi anche sette metri.
    Il giardino attrezzato ha una superficie di 33mila metri quadrati: 1600 mq area gioco bimbi, area sport – mq. 3200 (campi calcetto e basket). Il parco estensivo, invece si offre per attività libere di corsa e bicicletta, con viali alberati, macchie con alberi a fitta copertura vegetale.
    Parco agricolo: Alcune aree saranno gestite in convenzione per il mantenimento delle attività agricole: colture sostenibili, manutenzione parco a carico agricolo, percorsi didattici, attività convenzionate di servizio al parco. Orti urbani: 120 individuali, 50 associativi. L’area è già stata “preparata” per accogliere gli orti, che saranno pronti entro la prossima estate così da poter procedere alle assegnazioni da parte della Circoscrizione entro l’anno.
    Costi di realizzazione del parco. 5.600.000 euro l’importo totale, finanziato con fondi ministeriali del Piano Città per 5.433.500 euro. Importo dei lavori 4.450.000 euro.

    Tempi di realizzazione del parco
    approvazione progetto esecutivo 31 marzo 2015
    pubblicazione gara d’appalto 22 aprile 2015
    prima seduta di gara / aggiudicazione 20 maggio 2015
    procedure contrattuali giugno / luglio 2015
    procedure bonifica bellica giugno / luglio 2015
    completamento pulizie fine luglio 2015
    consegna finale delle aree fine luglio 2015
    esecuzione bonifica bellica agosto / settembre 2015
    riempimento lago piccolo in corso
    inizio lavori del parco (a partire dagli orti urbani) 5 novembre 2015
    tempo utile per l’esecuzione giorni complessivi 721

    da TorinoClick del 14 marzo 2016 – Mauro Marras

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    15-03-2016 LaStampa-Quartieri

    15-03-2016 LaRepubblica-Sdraio e pedalò sulle spiagge dei due laghetti alla Falchera

    15-03-2016 TorinoCronacaQui-Il parco al posto delle discariche Ottocento alberi attorno ai laghi

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  • Il semaforo dello smog

    On: 4 febbraio 2016
    In: importante, rassegna stampa, Verde
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    Un semaforo anti-smog per il Piemonte: con il codice rosso si blocca il traffico

    Quattro luci per rappresentare il problema smog. E’ ciò che è emerso dal tavolo sullo smog convocato ieri mattina a Torino dal presidente della Regione, Sergio Chiamparino.

    Il Piemonte adotterà i semafori contro lo smog: i codici vanno dal giallo al rosso vivo e corrispondono a sforamenti crescenti nei limiti ammessi di Pm10. In base al colore bisognerà poi decidere quali misure mettere in campo. Con il semaforo giallo scatteranno il blocco dei veicoli Euro 3, la riduzione di un grado del riscaldamento degli edifici pubblici, il divieto di bruciare residui vegetali, di usare caminetti aperti, di spandere liquami da deiezioni animali.

    Con l’arancio, si passerà al blocco degli Euro 4 e ad un ulteriore taglio di un grado di riscaldamento. Con il rosso cinabro, blocco totale dei diesel e limite di velocità a 90 km/h. Con il rosso vivo stop alle auto private nei giorni feriali in aree urbane, blocco totale nelle extraurbane, e bus gratuiti.

    Nessuna delle misure, vale la pena dirlo, verrà imposta, i Comuni potranno decidere se adottarle o meno. Mentre la Regione provvederà a coinvolgere i siti meteo delle tv locali, affinché segnalino il livello di smog.

    Il semaforo antismog non convince Legambiente. Le misure proposte dal presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino per combattere le polveri sottili non sono sufficienti per l’associazione ambientalista. Nell’attesa di leggere il testo integrale del protocollo, Legambiente fa notare come la Regione Piemonte proponga di bloccare la circolazione dei veicoli diesel Euro3 dopo 7 giorni consecutivi di sforamento dei limiti di legge mentre, ad esempio, in Emilia Romagna, la circolazione di questa tipologia di veicoli è già limitata in modo stabile 10 ore al giorno per 6 mesi l’anno. Per contrastare in maniera efficace l’inquinamento atmosferico per Legambiente è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto su ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini.

    da Torino Today

    di seguito l’intervista all’Assessore Enzo Lavolta su Repubblica del 04 febbraio 2016

    “E’ giusto, solo con regole uguali per tutti i divieti servono”

    “Quando se ne presenterà l’occasione si metteranno in campo tutte le iniziative necessarie, dal blocco degli Euro 3 diesel al biglietto unico, seguendo il protocollo della Regione: un quadro che finalmente fissa regole uguali per tutti su una scala adeguata, quella regionale, l’unica capace di rendere efficaci iniziative che se limitate ad un comune non porterebbero a risultati significativi”.
    Sono parole dell’assessore all’Ambiente, Enzo Lavolta, che è soddisfatto del semaforo antismog partorito da piazza Castello.
    Assessore, che cosa devono aspettarsi adesso i torinesi?
    «Devono aspettarsi esattamente quello che è previsto dal protocollo. Nelle prossimi settimane saranno convocati i tavoli tecnici in Regione e in Città metropolitana per definire nei dettagli i provvedimenti. Ma posso dire che in caso di necessità Torino proseguirà sulla strada già intrapresa continuando a fare ciò che ha già fatto: dal blocco degli Euro 3 diesel, alla riduzione a 19 gradi del riscaldamento negli edifici pubblici, al biglietto unico per cui disponiamo di una ventina di giorni di applicazione ancora da “spendere”».
    Quando pensa si presenterà la prossima occasione perché scattino le misure “antismog”?
    «Stando alle previsioni, per i prossimi dieci giorni la situazione dovrebbe essere positiva: vento, pioggia e neve m montagna dovrebbero consentire di spazzare via gli inquinanti dall’atmosfera, o quantomeno di ridurrli sotto i livelli di allerta. Quindi non ci sarà bisogno, per il momento, di adottare provvedimenti d’urgenza».
    I provvedimenti antismog scatteranno in automatico ogni volta che saranno superati i limiti?
    “Non esiste, in realtà, alcun automatismo, perché la Regione non ha poteri impositivi, ma soltanto di programmazione e indirizzo. Spetterà alle province e alla Città metropolitana, in accordo con i singoli Comuni, adottare i provvedimenti del caso”

    03-02-2016 Quotidiano Piemontese.it-La Regione lancia il semaforo per l’allerta smog

    03-02-2016 La Stampa.it-Per fermare lo smog ecco il codice rosso come nelle emergenze sanitarie

    03-02-2016 Repubblica.it-Vertice sindaci-Regione, nasce il semaforo antismog

    03-02-2016 Ansa.it-Il Piemonte adotta semaforo anti-smog

    03-02-2016 Stadio24-La Regione adotta i semafori contro lo smog

    03-02-2016 MeteoWeb.it-Approvato il decreto per l’adozione di semafori contro lo smog

    04-02-2016 Radiogold.it-Il vento aiuta ad abbassare i livelli di Pm10

    04-02-2016 EmergeIlFuturo.it-In arrivo il semaforo che combatte lo smog

    04-02-2016 TorinoCronacaQui-Smog, stop ai diesel e superbollo

    04-02-2016 LaStampa-Arriva il semaforo dello smog

    04-02-2016 LaStampa-Arriva il semaforo dello smog Ecco il codice anti-emergenze

    04-02-2016 LaStampa-Contro lo smog arriva il codice rosso come negli ospedali

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  • Torino Esposizioni, firmato il Protocollo d’Intesa

    On: 25 gennaio 2016
    In: Attività Amministrativa, importante, rassegna stampa, SmartCity
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    Il Ministro Stefania Giannini, il Sindaco Piero Fassino e il Rettore del Politecnico Marco Gilli hanno firmato questa mattina al termine della cerimonia per l’avvio dell’anno accademico del Poli – il 156°dalla fondazione della Scuola di applicazione per gli ingegneri di Torino – il protocollo d’intesa “per il recupero e la rifunzionalizzazione” di Torino Esposizioni, il complesso progettato da Ettore Sottsass e Pier Luigi Nervi.
    L’obiettivo è di realizzare uno spazio pubblico e culturale in grado di integrare attività di formazione e ricerca avanzata nel campo dell’architettura, della pianificazione e del design, integrato dalla presenza di un nuovo ed evoluto modello di Biblioteca Civica. Il Campus è concepito come uno spazio aperto alla Città e alla molteplicità dei suoi fruitori: cittadini, turisti, giovani, anziani, studenti e famiglie. Un luogo in cui la sperimentazione dei nuovi modi di vita, della comunicazione, della mobilità e dei servizi sia tangibile e fruibile da tutti.

    “Non la solita dichiarazione di intenti e poi si vedrà – ha spiegato il Ministro, ma un preciso progetto che mira a riqualificare la zona”. La Giannini, che ha assicurato l’impegno del Ministero e di tutto il Governo “a far sì che questa Città possa diventare un esempio di come il collegamento strutturale tra l’Amministrazione Centrale e le amministrazioni locali con gli Atenei, che naturalmente ne sono protagonisti, diventi la chiave semplice, ma non sempre ovvia, non sempre scontata di soluzione dei problemi”.

    “Sarà anche un veicolo incredibile per poter attrarre più studenti internazionali nella nostra scuola di Architettura – ha sottolineato il Rettore del Politecnico Marco Gilli – Un progetto che valorizza due delle opere più belle dello scorso secolo e che va nel senso di una profonda integrazione della Città con gli Atenei: il modello di un po’ tutte le Città Universitarie.

    “Una cooperazione costruita in modo sempre più forte e intenso – spiega il Sindaco Piero Fassino – Sono in questa direzione una serie di scelte che sono state fatte volte ad ampliare gli spazi a disposizione del Politecnico e a crearne contenuti. Penso all’Energy Center o alla realizzazione dell’ incubatore delle tecnologie sanitarie al Moi. Così come è parte di una strategia il supportare e sostenere la struttura di servizio a disposizione della popolazione studentesca e di tutti coloro che ruotano nella loro attività intorno all’università: mi riferisco agli interventi per far crescere l’offerta di residenzialità, migliorare la qualità della vita e rendere l’ attrattività della città ancora più forte.”

    “L’Amministrazione Comunale di Torino ha avuto una buona intuizione cinque anni fa quando ha pensato che Torino Città Universitaria fosse un asset strategico su cui puntare – commenta l’Assessora alle Politiche educative Maria Grazia Pellerino – . Gli iscritti ai nostri atenei stanno aumentando: abbiamo quintuplicato gli studenti stranierei e aumentato di dieci volte fuori sede. Presenti in moltissime sedi come un campus diffuso gli Atenei hanno contribuito a trasformare la città rendendo nuovamente produttive, spazi di ricerca e innovazione, aree che erano stati dismesse .”

    “Tra questi l’Energy Center, centro a sostegno dell’innovazione in campo energetico-ambientale in grado di coniugare ricerca e sviluppo, formazione e spin off verso le imprese e le pubbliche amministrazioni – ricorda l’Assessore allo Sviluppo e Innovazione Enzo Lavolta – Tale struttura, concepita come un vero e proprio Distretto tecnologico, punto d‘incontro e confronto tra mondo accademico, ambiente di ricerca e Sistema imprenditoriale, trae origine dal concetto di “Innovation cluster”.

    “I grandi progetti di trasformazione urbana passano dalla relazione con l’Università e il Politecnico – conclude l’Assessore all’Urbanistica Stefano Lo Russo – . A partire dal raddoppio della Cittadella Politecnica, il grande progetto di Torino Esposizioni con il campus dell’architettura e del design e fino all’’ampliamento del sito TNE a Mirafiori, il Politecnico si conferma essere un player importante nella strategia di sviluppo di Torino già concretamente oggi e di sicuro nei prossimi anni.”

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    da TorinoClick del 25 gennaio 2016


    25-01-2016 AdCulture.it-Firmato il protocollo d’intesa del Polo della cultura e campus dell’architettura e del design

    26-01-2016 GiornaleDelPiemonte-Il Poli continua a crescere e guarda verso Oriente

    26-01-2016 LaStampa-A Torino Esposizioni il campus del Poli

    26-01-2016 TorinoCronacaQui-Il Politecnico inaugura l’anno accademico

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  • CAPITALE EUROPEA DELL’INNOVAZIONE: TORINO TRA LE CITTÀ FINALISTE

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    Torino è una delle nove città finaliste tra le quali sarà scelta la Capitale Europea dell’Innovazione 2016. La Commissione Europea ha comunicato ufficialmente la rosa delle pretendenti, frutto di una selezione tra tutte quelle che hanno presentato la loro candidatura.

    Dopo il successo nel 2014 della prima edizione dell’European Capital of Innovation Award, la Commissione Europea ha infatti lanciato nei mesi scorsi una seconda edizione per celebrare la città europea che sta costruendo il migliore “ecosistema di innovazione”, connettendo abitanti, amministrazioni pubbliche, scuole e imprese, con l’obiettivo di aiutare la città a riuscire al meglio negli sforzi in questa direzione.

    I nove finalisti sono:
    Amsterdam (NL) – per abbracciare un approccio bottom-up basato su crescita intelligente, start-up, vivibilità e innovazione sociale digitale
    Berlino (DE) – per la creazione di un living lab in cui innovative soluzioni Information and Communication Technology possono essere testati
    Eindhoven (NL) – per la combinazione di tecnologia digitale con creatività nella sua strategia di illuminazione intelligente urbana, leader a livello mondiale
    Glasgow (Regno Unito) – per il suo modello di innovazione replicabile sulla base di partenariati tra l’industria, la scienza e le comunit
    Milano (IT) – per aver migliorato l’inclusione sociale e proposto modelli alternativi nella fornitura di servizi pubblici allo scopo di creare maggiori opportunità per l’occupazione
    Oxford (UK) – per condividere apertamente il patrimonio di conoscenze all’interno del suo ecosistema di innovazione di livello mondiale
    Parigi (FR) – per la sua strategia basata su innovazione aperta, connettività e ingegno, che mira a diventare un hub mondiale per start-up
    Torino (IT) – per i suoi modelli di innovazione aperti nel sostenere start-up d’innovazione sociale e la creazione di nuove opportunità di mercato
    Vienna (AT) – per la sua strategia di innovazione basata su nove “Principi viennesi», tra cui l’inclusione, la trasparenza, la parità di genere, l’innovazione e l’apprendimento

    Le città verranno giudicate sia sulla base delle iniziative già effettuate, a partire dal primo gennaio 2012, sia sulla base delle loro idee per migliorare la capacità di innovazione per il futuro. Le tre vincitrici saranno annunciate nel prossimo mese di aprile.

    La città di Torino è stata inserita nella rosa ristretta delle pretendenti in particolare per quell’approccio e quella cultura dell’open innovation che ne sta caratterizzando le politiche di innovazione dell’amministrazione: si parla di processi e strumenti integrati e di collaborazione attraverso una serie mirata di iniziative di innovazione, co-sviluppato dal Comune.

    Si inseriscono quindi in tal senso iniziative come Innova.TO, concorso interno riservato ai dipendenti pubblici per innovare la PA dall’interno, come Torino Social Innovation – FacilitO, un programma di accompagnamento e finanziamento di startup ad impatto sociale, o come Open Incet, il primo centro italiano di “innovazione aperta” dove attori pubblici e privati collaborano insieme per risolvere le sfide sociali.

    Accanto a questi si aggiunga la costante attenzione per diffondere l’uso strategico degli appalti pubblici (public procurement), su cui l’amministrazione si è vista già riconoscere un ruolo di primo piano, grazie a ben tre progetti europei comunitari vinti, e alle nuove forme e modalità di partecipazione, come nel caso del progetto WEGOVNOW, con cui la città ha vinto un bando Horizon2020.

    Si delinea così una strategia che fa principalmente leva sulla conoscenza collaborativa e su un ecosistema locale virtuoso, in cui l’Amministrazione svolge un ruolo fondamentale.

    “Siamo felici di competere con grandi capitali, come Berlino, Parigi, Amsterdam, Vienna nel campo dell’innovazione. Siamo sempre stati convinti che la sostenibilità sia la chiave di volta delle politiche condotte dalla nostra Amministrazione -ha commentato il sindaco, Piero Fassino-. Quello dell’innovazione è un campo di sperimentazione e di idee innovative da parte di imprese e comunità di persone per trovare soluzioni avanzate a vecchi e nuovi problemi: facilitare i servizi pubblici, renderli meno impattanti sull’ambiente, renderli più economici, consumare meno risorse e meno energia, riattivare legami sociali là dove mancano.
    Vogliamo condividere la nostra visione di città aperta a idee e proposte nuove: è questo ciò che anima le esperienze di social innovation che stiamo accompagnando nei nostri quartieri, veri e propri banchi di prova per costruire una città migliore”

    “La possibilità di generare innovazione attraverso processi aperti e inclusivi ha trovato negli ultimi anni terreno fertile nella nostra città. Oggi l’open innovation – dichiara l’assessore all’Innovazione Enzo Lavolta – è diventato un modello per il ruolo che l’Amministrazione ha assunto in questi ultimi anni, capace di generare processi e dinamiche decisamente interessanti anche per lo sviluppo economico del territorio. È quindi importante che tutto questo lavoro sia stato comunque già riconosciuto dalla Commissione Europea, che ci annovera in tal senso tra le città europee più importanti e capaci”.

    21-01-2016 TorinoClick-Capitale europea dell’innovazione_ Torino tra le nove città finaliste

    22-01-2016 GiornaleDelPiemonte-Torino è tra le 9 città europee più innovative

    22-01-2016 LaStampa-Capitale europea dell’innovazione. Nove finaliste, Torino sfida Milano

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  • Nuove luci su Torino

    On: 11 gennaio 2016
    In: importante, rassegna stampa, SmartCity
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    Difficile convivenza quella tra innovazione e abitudine, tra bellezza e funzionalità.
    Le strategie ambientali ricevono spesso l’accusa di deformare il luogo in cui vengono attuate, uno strano paradosso per cui ciò che dovrebbe rendere più sano l’ambiente in cui viviamo lo abbrutirebbe anche senza rimedio.

    Celebri vittime le pale eoliche, ma anche i pannelli solari non sono esenti da critiche (perché la tegola dovrebbe risultare più gradevole alla vista, se non per mera abitudine, rimane ancora un mistero).

    Sul banco degli imputati troviamo adesso l’illuminazione a LED, una misura che investirà gradualmente tutte le città e che in questi mesi sta cambiando il volto di Torino.
    Progetto Torino Led, dentro al più ampio Master Plan SMILE, è stato presentato ufficialmente quasi un anno fa e prevede la sostituzione del 55% delle attuali illuminazioni pubbliche con lampade a LED, per un totale di 55 mila lampioni presenti sul territorio cittadino. Una misura prevista dal Protocollo di Kyoto per la riduzione dei consumi energetici e auspicata dalla Covenant of Mayors, “il patto dei sindaci”, sottoscritto nel 2009 da Torino. Il lavoro di sostituzione, già in atto, dovrebbe concludersi entro giugno 2016, ma si tratterà solo della fine del primo tempo: l’obiettivo è trasformare al 100% l’illuminazione della città.
    Secondo l’assessore all’ambiente Enzo Lavolta non si tratta solo di un «cambiamento strutturale importante, grazie al quale il risparmio energetico sarà evidente già dalle prime accensioni, ma è anche un salto culturale, un cambiamento nelle abitudini che riveste ogni aspetto della nostra esistenza».
    Torino ha in questi anni molto sottolineato il suo impegno verde, senza però che siano mancati i problemi per la Giunta Fassino: l’ultimo quello relativo all’emergenza polveri sottili, mal gestita secondo le critiche, soprattutto del rivale Airaudo, che ha più volte rimbeccato il sindaco per aver attuato misure poco efficaci.
    Per quanto riguarda i LED, il Comune ha organizzato con Iren una vera e propria campagna di pubblicizzazione a tutto spiano (con tanto di contest letterario “Una frase di luce per #TorinoaLED”, pensieri in libertà sulle emozioni suscitate da lampadine e lampioni).

    Secondo i dati aggiornati a dicembre 2015, verrebbero così annualmente evitate 4.147 tonnellate di CO2 e risparmiati quasi due milioni di euro, grazie anche alla maggior durata delle nuove lampadine.

    Secondo Iren «la luce, di colore lievemente più bianco dell’attuale, è più diretta e focalizzata verso il basso offrendo così una maggiore copertura luminosa delle strade e aumentando la percezione di sicurezza per i cittadini che le percorrono».
    Non tutti, però, condividono questo punto di vista. Come spesso accade a novità introdotta, le opinioni si sono divise tra due diversi schieramenti, pronti a far luce sulla vicenda.

    Da una parte i sospiri di coloro che, “com’era verde la mia vallata”, criticano la nuova misura: in testa il nutrizionista Francesco Federico Ferrero, esperto di cibo a tutto tondo (dalla psicoanalisi all’antropologia, passando per il marketing), che si chiede retoricamente chi mai mangerebbe un piatto, per quanto succulento, se illuminato da una luce fredda, fosforescente e aliena.
    L’efficace metafora, non fosse chiaro, allude a una possibile rivalutazione in negativo della città, trasformata di colpo in sala d’aspetto ospedaliera: proprio adesso che il suo fascino discreto l’aveva portata sulle pagine del New York Times. Prevede l’obiezione il poetico Ferrero, il piatto certo non lo si mangerebbe neanche se scarsamente illuminato: in medio stat virtus..
    Dall’altra parte, il partito del “nuovo è meglio”. Fra questi paladini della modernità troviamo l’archistar Massimiliano Fuksas e il presidente del Circolo dei Lettori Luca Beatrice, entrambi senza dubbi: il lampione è da sostituire, anacronistico nel suo scialbo pallore.
    La città contemporanea vive di luci forti, le altre sanno di vecchio (a proposito di come cambia Torino, fra pochi giorni verranno discussi i progetti sulla nuova Città della Salute che si articolerà proprio intorno al grattacielo di Fuksas, in cui prima o poi la Regione prenderà la residenza).

    Nonostante ciò, in alcune zone del centro si manterranno le vecchie luci tradizionali: in pratica ad alcuni cittadini toccherà passeggiare alla luce di una sala operatoria, altri potranno utilizzare ancora il vecchio abat-jour, scrivono i critici.
    Colpite dalla nuova misura anche le celebri Luci d’Artista, manifestazione quest’anno giunta alla 18° edizione: attorno al Monte dei Cappuccini i neon dei Piccoli spiriti blu dell’artista Rebecca Horn sono già stati sostituiti.

    Un danno secondo il paladino dell’iniziativa Richi Ferrero, che critica Iren di non essersi impegnata abbastanza nella scelta dei LED, accusa rigettata da Francesco Profumo, presidente della società, che liquida la vicenda come «questione di abitudine» e ribadisce convinto che, considerati i vantaggi, «il gioco vale il LED».
    Un «parcheggio alla periferia di Bucarest» per i nostalgici, entusiasmante modernità per i fan del LED: a Torino una battaglia fino all’ultimo watt.

    di Giulia Dalla Verde caratteriliberi.eu dell’11/01/2016

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    08-01-2016 LaStampa-L’illuminazione è mirata. Nei luoghi aulici toni caldi

    09-01-2016 LaStampa-I lettori favorevoli ai led

     

     

     

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  • BENVENUTO KORTO.IT

    On: 11 dicembre 2015
    In: Articoli, blog, importante, rassegna stampa, Verde
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    Nasce il primo servizio di orto on-line: è l’ultima novità del progetto Tocc-Torino città da coltivare, nato nel 2012 per volontà del consiglio comunale. L’agricoltura come risorsa economica e sociale anche in città è un settore sempre più in crescita. Un settore in cui Torino, con il suo milione e 958 mila metri quadrati di orti e aree agricole, una superficie raddoppiata negli ultimi 5 anni è ai vertici a livello nazionale. Domani partirà l’orto on-line di korto.it, progetto realizzato da una startup di Venaria, che permette di configurare un vero orto la cui crescita può essere seguita sia via webcam che andando di persona all’orto il sabato mattina. Una volta maturi, i prodotti potranno essere raccolti personalmente o ricevuti a domicilio e nell’attesa, si può ricevere ogni settimana una cassetta di prodotti di altri agricoltori dell’area torinese. L’iscrizione al sito per 6 mesi è di 39 euro. Diverse poi le formule di abbonamento per la consegna dei prodotti, dai 9 ai 29 euro. “Punto di arrivo del progetto – sottolinea l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta – è la realizzazione di un nuovo modello per un vivere cittadino maggiormente legato al contatto con la terra e la natura, con ricadute positive economiche per i cittadini e per il Comune, che può ridurre i costi di gestione del patrimonio del verde urbano”.

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  • LASCIA L’AUTO, VIAGGIA GRATIS

    On: 7 dicembre 2015
    In: blog, importante, SmartCity
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    Torino: metropolitana e bus gratis giovedì 10 e venerdì 11 dicembre

    Dopo oltre 40 giorni di mancanza di pioggia e 10 giorni di polveri sottili oltre il livello di guardia, il Comune di Torino ha annunciato che metropolitana, tram e autobus saranno gratis per tutti nelle giornate di giovedì 10 e venerdì 11 dicembre. L’idea, che punta a convincere gli automobilisti a servirsi dei mezzi pubblici senza ricorrere a misure restrittive come il blocco della circolazione, è stata chiamata ‘Lascia l’auto, viaggia gratis’ ed è stata resa possibile grazie alla collaborazione dell’azienda dei trasporti torinese Gtt, che gestisce la metropolitana (circa 150mila viaggiatori al giorno), e 88 linee urbane e suburbane (600mila trasportati), e dal consorzio Extra.To (160mila viaggiatori), che raggruppa 21 aziende che collegano il capoluogo con la provincia.

    L’iniziativa sarà attuata dalle ore 5 alle ore 24, orari durante i quali saranno potenziati i collegamenti con corse aggiuntive per venire incontro alla maggiore domanda da parte dei cittadini decideranno di accogliere l’appello del Comune di Torino.

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  • CARTONI DI NATALE

    On: 3 dicembre 2015
    In: Attività Amministrativa, blog, importante, rassegna stampa
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    Dal 7 dicembre al 2 gennaio 2016 c’è Cartoni di Natale, l’iniziativa della Cooperativa Arcobaleno, Amiat (società del Gruppo Iren) e Comune di Torino che, attraverso un calendario di passaggi straordinari, intensificherà la raccolta di carta e cartone porta a porta presso gli esercizi commerciali.
    L’iniziativa Cartoni di Natale si affianca al tradizionale servizio di Cartacinesca effettuato da Cartesio, già attivo tutto l’anno su venti tra vie e corsi cittadini, al martedì e venerdì.. La novità è rappresentata dalla raccolta degli imballaggi in carta e cartone ( sempre nelle ore a cavallo della pausa pranzo) in altre vie, al lunedì e al giovedì. Il progetto vedrà coinvolti 1.040 esercizi commerciali in dieci vie cittadine non soltanto del centro.
    Le aree interessate sono: corso Belgio, corso Casale (tra piazza Borromini e Motovelodromo), via Cecchi (tra piazza baldissera e via Cigna), corso De Gasperi, via Duchessa Jolanda (tra corso inghilterra e via Principi D’Acaja), via Guala (tra corso traiano e piazza Guala), via Principi D’Acaja (tra corso Francia e via Cavalli), via Napione, corso Raffaello (tra corso massimo D’Azelio e via Nizza) e corso Sebastopoli (tra corso Siracusa e via Tripoli).
    Il progetto è stato illustrato, nella Sala delle Colonne, da Tito Ammirati presidente di Arcobaleno: “il senso di questo maggiore sforzo richiesto ai nostri raccoglitori è legato al tentativo di contrastare certi comportamenti ancora troppo diffusi come quello di abbandonare carta e cartone nei cassonetti dell’indifferenziata. Insieme all’assessorato all’Ambiente e Amiat sentiamo la responsabilità di dover invitare la città a migliorare le proprie attenzioni ed accrescere la consapevolezza che la cura dell’ambiente è cura dei propri spazi di vita, e quindi si sé stessi”.
    Durante la conferenza stampa l’assessore Enzo Lavolta ha precisato che “dal 2 gennaio 2016, conclusasi l’iniziativa, e dopo una attenta valutazione dei volumi raccolti, si prenderà in considerazione la possibilità che il nuovo servizio diventi effettivo tutto l’anno”.
    Marco Rossi, dirigente dei Servizi Territoriali di Amiat, ha dichiarato: “Con questa nuova operazione intendiamo incrementare il quantitativo della carta raccolta a Torino offrendo alle utenze commerciali, tradizionalmente forti produttori di questa frazione di rifiuto, un’opportunità in più per differenziare in maniera corretta carta e cartone”.

    da Eco dalle Città del 03-12-2015

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