• TORINO: una Città senza visione in stand-by

    Si parla (fortunatamente) sempre più spesso, di cambiamenti climatici. Troppo poco, invece degli sforzi che devono fare le Città in quanto luoghi di maggior consumo. Suolo, acqua, energia, cibo.  Certo nessuno ha la bacchetta magica, motivo per cui ho sempre sostenuto che senza mai perdere di vista l’obiettivo, compito di chi amministra è aggiungere, passo dopo passo, tanti piccoli cambiamenti utili ad arricchire una strategia a livello locale. a partire dalla nostra quotidianità e dalla gestione dell’ordinario.

    Con questo spirito nel 2015 avevamo deciso di realizzare la sostituzione delle lampade dell’illuminazione pubblica di Torino, con questi risultati:

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    Mi spiace molto verificare che questo non rientri nei progetti della giunta Appendino.

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    da Corriere della Sera di Torino

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  • Avanti Andrea

    On: 3 marzo 2017
    In: Agenda, Articoli, blog, Iniziativa politica, Partito Democratico
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    E’ una borsa pesante quella che mi accompagna oggi a Roma. Una borsa ricca di sogni e di speranze dei tanti (tantissimi) che in Piemonte hanno deciso di continuare a credere in un partito.
    Il nostro partito.
    Negli ultimi giorni abbiamo vissuto ore e momenti concitati.
    Volevamo dirti tutti insieme, caro Andrea, “noi ci siamo”. Volevamo dirtelo con anticipo rispetto alle scadenze formali, perché il nostro supporto ti desse ancora più forza.
    E volevamo dirtelo partendo da un luogo simbolico: i nostri circoli. E’ lì che abbiamo realizzato la raccolta firme per la tua candidatura, è da lì che dobbiamo ripartire.
    Avanti Andrea,
    noi ci siamo. Andiamo dove le persone si scambiano le idee e mettono in gioco le proprie competenze al servizio del bene comune. Andiamo dove si parla di nuovo di sinistra. E andiamo dove ci sono i deboli, gli esclusi, gli emarginati, coloro che hanno meno opportunità.
    Soprattutto andiamo ad unire, e non a dividere.
    Andiamo a costruire una possibilità. Perché c’è sempre un’altra possibilità. Va solo immaginata. E poi inseguita, con tutto noi stessi e con l’aiuto di tutte le persone che si ritrovano nei medesimi ideali.
    Adesso che la borsa é più leggera, ho capito che non erano solo dei moduli a riempirla. Lì dentro c’erano l’impegno e il coraggio di tutti quelli che credono che questa casa possa tornare ad essere quella di tutti i democratici e le democratiche.

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  • Tutti gli impegni di COP21

    A meno di un anno da Cop 21, il Parlamento di Strasburgo ha ratificato a maggioranza gli accordi presi a Parigi nel novembre scorso: «La lotta al cambiamento climatico non è solo una delle più importanti sfide del nostro tempo, ma anche l’opportunità di costruire un’economia più sostenibile e competitiva e società più stabili», ha affermato Ban Ki Moon.
    In quell’occasione anche la Città di Torino era presente, portando in dote gli sforzi ed i notevoli risultati conseguiti, fra cui l’abbattimento dei livelli di CO2 con cinque anni di anticipo rispetto agli impegni per il 2020.

    Mi preme sottolineare però che tali risultati sono stati conseguiti non bloccando mai la circolazione, senza targhe alterne e con l’ampliamento del teleriscaldamento e delle politiche di sharing.

    Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, per parte sua ha commentato: «Il nostro voto garantisce che l’accordo soddisfi la soglia necessaria. L’entrata in vigore dell’accordo di Parigi meno di un anno dopo la sua firma è un risultato enorme, mentre ci sono voluti otto anni per il protocollo di Kyoto. Il voto di oggi significa anche che l’Ue resta un leader” nella lotta al cambiamento climatico».
    Questa è l’Europa che mi piace, un’Europa che però faticherebbe a capire una politica di tagli del trasporto pubblico, quale quella che si sta profilando in Sala Rossa in questi giorni, o i dubbi sull’ampliamento delle politiche di sharing manifestati dalla sindaca Appendino e dall’assessora Lapietra.

    L’Italia, che dell’Ue è fondatrice, fa parte di quei paesi responsabili del 55% di emissioni che hanno deciso di impegnarsi per ridurle. Sarebbe quantomeno imbarazzante che, a poche settimane dall’accensione dei riscaldamenti, proprio questa amministrazione non mettesse in campo ogni sforzo possibile per contenere quelle emissioni.

    Questa volta non ce lo chiede l’Europa, l’abbiamo chiesto noi a lei.

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  • Impegno Capitale

    On: 19 gennaio 2016
    In: Iniziativa politica
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    Lunedì, 25 gennaio, alle 21 in corso Ferrucci 65, a Torino, si parlerà di mafia e legalità. Dopo l’operazione “Big bang” delle settimane scorse che ha evidenziato quanto sul nostro territorio la presenza della mafia calabrese sia realtà il coordinamento “Rifare l’Italia” Piemonte del Partito Democratico organizza un incontro: “Impegno capitale: a Roma come a Torino contro le mafie, per la legalità”.
    L’iniziativa sarà moderata dal giornalista del quotidiano “La Repubblica” Paolo Griseri e interverranno Anna Rossomando, parlamentare Pd della commissione “Giustizia Camera”, Stefano Esposito, parlamentare Pd della “Commissione Antimafia”, Maria Luisa Coppa presidente “Ascom” Torino, l’ex assessore alla Legalità del Comune di Roma e magistrato Alfonso Sabella e il giornalista de La Stampa Giuseppe Legato.

    da Nuova Società del 19-01-2016 (Andrea Doi)

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  • Nutrire le citta’

    Questa sera alla Festa de L’Unità del Partito Democratico di Torino Enzo Lavolta, assessore comunale all’Ambiente, Antonio Ferrentino, consigliere regionale Commissione Agricoltura, l’assessore all’Agricoltura Regione Piemonte Giorgio Ferrero per discutere del tema “Nutrire le città: verso il terzo forum sullo sviluppo economico locale”. Saranno presenti anche Ernesto Dalle Rive di Novacoop, Francesco Bianco e Graziano Scaglia di M**Bun, Nicola Lentini di Lentini’s e Michele Bachis di Capac. Modera il caporedattore del quotidiano La Stampa Luca Ferrua.
    Alle 21 invece sarà la città della Mole il tema del dibattito “Un’idea di Torino, idee per Torino”. Il presidente dell’Associazione Stampa Subalpina Stefano Tallia modererà gli interventi del vicepresidente Torino Strategica Valentino Castellani, del capogruppo del Pd in Comune Michele Paolino, dei consiglieri comunale Pd Giusi La Ganga e Fosca Nomis, di Luca Davico della Fondazione Rota e dell’economista Pietro Terna.

    21-08-2015 TorinoClick-Forum sviluppo locale, pronto il programma

    01-09-2015 LaStampa-Il tema dello sviluppo economico locale al centro del forum mondiale di Torino

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  • Sempre Del Mio Meglio !

    “D’una città non godi le sette o settanta sette meraviglie, ma la risposta che dá a una tua domanda”

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    Ho letto anch’io, come molti altri, l’indagine di Ipr e Repubblica sul gradimento, fra i cittadini, degli assessori della Giunta Fassino.

    Non posso nascondere che quanto emerge dall’indagine mi faccia piacere e mi dia conferma che, nei settori di cui ho responsabilità, l’amministrazione stia, pur fra molte difficoltà e comunque con grandi margini di miglioramento, lavorando bene.

    A confortarmi in particolare non sono tanto le percentuali che, come sempre in questi casi, hanno un valore relativo, ma il fatto che il dato di notorietà coincida con quello di gradimento, come dire che.chi mi conosce e conosce il mio lavoro, lo trova positivo.

    Ciò ovviamente mi gratifica e insieme mi sprona a proseguire con impegno nel mio lavoro.

    Credo però che questo giudizio positivo vada esteso al personale comunale che ogni giorno si occupa del verde pubblico, della tutela dell’ambiente cittadino, della pulizia della città e del trattamento dei rifiuti che essa produce.
    Ho riletto di recente, perché usata come presentazione di una delle molte imprese innovative che operano nella nostra città, una citazione dalle città invisibili di Italo Calvino: ” D’una città non godi le sette o settanta sette meraviglie. Ma la risposta che dá a una tua domanda”

    Credo, considerando temi e problemi di cui mi occupo e su cui ho responsabilità, che queste siano parole di grande verità.

    Enzo Lavolta

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  • Riformisti per il territorio

    On: 25 settembre 2014
    In: Iniziativa politica
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    “Un primo passo avanti per introdurre regole più eque a tutela del lavoro autonomo e dipendente”.

    Abbiamo approvato questo pomeriggio un nuovo testo di disciplina degli orari e delle aperture degli esercizi commerciali.

    L’obiettivo è quello di provare ad eliminare, almeno in parte, i problemi prodotti con la completa liberalizzazione del settore introdotta, nel 2011, dal Governo Monti con il decreto Salva Italia. Tra le principali novità c’è la predisposizione di un elenco di dodici festività nazionali durante le quali i negozi devono rimanere chiusi, anche se è prevista la possibilità da parte del singolo esercente di chiedere una deroga per sei di queste.

    Si prevede la possibilità per i singoli Comuni o per territori più vasti di stilare accordi specifici su orari e giornate di aperture degli esercizi commerciali, anche se si tratta di accordi non vincolanti. I sindaci hanno anche la possibilità di decidere orari di chiusura diversi, in genere per ragioni di sicurezza urbana e quiete pubblica, in specifiche aree del proprio territorio. Infine sono previste due misure specifiche a sostegno degli esercizi commerciali di medie e piccole dimensioni: innanzitutto è stato istituito un Fondo che stanzia 18 milioni di euro, ogni anno per cinque anni, a cui possono attingere gli esercenti che vogliono ampliare o rendere più efficienti da un punto di vista energetico i propri negozi oppure che semplicemente hanno difficoltà a pagare l’affitto.
    E’ prevista, poi, la possibilità per i Comuni, all’interno degli accordi territoriali, di riconoscere incentivi fiscali a favore delle piccole e piccolissime imprese.

    Un primo passo, con l’auspicio che nei prossimi passaggi parlamentari si possa migliorare questo testo.

    Riformisti per il territorio 225-09-2014 Riformisti per il territorio

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  • Csi Piemonte: la crisi del settore informatico arriva in Comune

    On: 3 dicembre 2010
    In: Articoli, Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Il vicesindaco Tom Dealessandri ed Enzo Lavolta, presidente della commissione lavoro, hanno ricevuto una folta delegazione di rappresentanze sindacali unitarie del Consorzio Sistema Informativo Piemonte (Csi) e di aziende del settore informatico fornitrici del Csi, come la I zone.
    Il Csi è un consorzio con partecipazione del Comune e della Regione Piemonte, che sono anche importanti clienti del consorzio stesso.
    I sindacalisti sollecitavano chiarimenti in ordine alle voci di “ridisegno e razionalizzazione” aziendale, hanno detto, e rassicurazioni relative alla tendenza in atto da tempo: perdita di fatturato e di posti di lavoro.
    Il fenomeno, è stato detto, vede una riduzione del fatturato e degli occupati, anche a causa dei tagli di commesse alle aziende fornitrici di servizi.
    Nell’incontro, avvenuto a 24 ore dallo sciopero e dalla manifestazione del Csi nelle vie del centro, sono state discusse le strategie per invertire la tendenza in atto che, secondo Dealessandri, poterebbe portare alla perdita, nel prossimo anno, di un altro centinaio di posti dopo i circa 150 già persi dall’inizio della crisi.
    Secondo Dealessandri occorre muoversi per creare cluster di aziende, ossia concentrazioni su base geografica di aziende che operano in modo interdipendente in settori in cui, per competenze tecnologiche o commerciali, sono complementari. I vantaggi sarebbero la possibilità di ottimizzare gli investimenti nello sviluppo dei prodotti, nella ricerca , nell’esplorazione di nuovi mercati.
    Esiste infatti il pericolo concreto di vedere entrare sul territorio piemontese colossi dell’informatica in grado di abbattere i costi e togliere mercato anche ad una azienda delle dimensioni di Csi.
    Alle domande sull’esistenza di un piano di rientro del debito di 50 milioni di euro accumulato dal Comune nei confronti di Csi, Dealessandri ha spiegato che l’Amministrazione sta rimodulando le sue richieste di servizi commisurandole alle possibilità del proprio bilancio per non aumentare il debito e che il rientro sarà comunque molto graduale.

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  • STRADA DELLE CACCE E CASTELLO DI MIRAFIORI, TRASFORMAZIONI E VALORIZZAZIONE DELLE AREE, SALVAGUARDANDO L’OCCUPAZIONE

    On: 15 novembre 2010
    In: Articoli, Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Trasformazioni in vista per gli immobili e le aree di strada delle Cacce e strada Castello di Mirafiori.

    Il Consiglio comunale ha infatti approvato oggi, con 29 voti favorevoli e 4 consiglieri contrari, la variante al Piano Regolatore n. 176, che prevede interventi di riqualificazione nell’area sud di Torino.

    Il provvedimento riguarda due immobili adiacenti, uno di proprietà privata con accesso da strada delle Cacce e l’altro di proprietà comunale, sito in strada Castello di Mirafiori.

    L’edificio di strada delle Cacce, sede dell’ex stabilimento Tecumseh Europa, è composto da fabbricati a destinazione industriale con annessi uffici e servizi (per una superficie coperta di mq. 21.230 e un’area recintata di mq. 38.880). Il complesso industriale, privo di fabbricati con valenza storica, ormai dismesso dall’attività manifatturiera e in stato di degrado, verrà riconvertito per usi residenziali e commerciali.

    La trasformazione consentirà anche una migliore accessibilità al Parco Colonnetti e al complesso storico-architettonico della Bela Rosin, anche tramite la realizzazione di un percorso ciclo-pedonale pubblico raccordato con il sistema già esistente.

    Per razionalizzare e valorizzare il proprio patrimonio immobiliare, in strada Castello di Mirafiori la Città di Torino, in adiacenza all’area di cui sopra, creerà la Zona Urbana di Trasformazione Ambito 16.32 per un totale di mq. 32.260 di superficie (che andrà a integrare il Parco Colonnetti), la cui capacità edificatoria sarà poi realizzata sull’area industriale dismessa. L’intera area, ritenuta non più necessaria per le finalità logistiche e istituzionali, sarà poi cartolarizzata.

    Insieme alla delibera, è stata approvata una mozione (primo firmatario: Enzo Lavolta) che impegna Sindaco e Giunta comunale a fare in modo che la società Sviluppo Industriale srl, e quanti insedieranno attività nell’area, a mantenere l’occupazione pre-esistente. Ai lavoratori verranno inoltre messi a disposizione i servizi del Centro Lavoro di via Carlo del Prete.

    (M.Q.) – Ufficio stampa Consiglio comunale
    Torino, 15 Novembre 2010

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  • “NO AL TRASFERIMENTO A MILANO DEI LAVORATORI TECNIMONT”

    On: 8 novembre 2010
    In: Articoli, Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Con un ordine del giorno approvato all’unanimità (33 i consiglieri presenti), il Consiglio comunale di Torino ha approvato, questo pomeriggio, un ordine del giorno (primo firmatario Enzo Lavolta, Pd) con il quale si chiedono interventi da parte di Regione e Provincia per scongiurare il trasferimento a Milano della sede torinese della Maire Tecnimont.
    La Maire Tecnimont Group ha 4500 dipendenti distribuiti in 30 Paesi e si occupa di progettazione e realizzazione di infrastrutture di trasporto, opere di edilizia civile, impianti nel settore petrolchimico e nell’ambito della distribuzione del gas.
    A Torino nella sede di corso Ferrucci lavorano 476 dipendenti, tra ingegneri e tecnici che dovrebbero essere trasferiti in una nuova sede a Milano.
    Secondo il documento, questo rappresenterebbe un problema di carattere logistico, organizzativo ed economico per i lavoratori oltre che un depauperamento del tessuto produttivo torinese con la dispersione delle competenze operanti in questo settore.

    F.D’A. – Ufficio stampa Consiglio comunale
    Torino, 8 Novembre 2010

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