• #INNOVAZZATA a Torino Wi-Fi privato con risorse pubbliche e i dati dei torinesi alle multinazionali

    On: 18 settembre 2018
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    Ciao, siamo in compagnia di un mupi, un totem pubblicitario, in via Garibaldi, a #Torino, in centro Il 6 settembre scorso sono state attivate qui antenne radiomobili , sono ospitate all’interno degli impianti pubblicitari urbani gestiti da Igpdecaux. Dopo aver percorso via garibaldi ed aver testato il servizio, condivido volentieri con voi i miei dubbi su quello che la Sindaca ha definito un progetto innovativo capace di garantire la connessione super veloce e gratuita ai torinesi. In realtà questo progetto merita un neologismo col quale potremmo titolare una nuova rubrica tutta torinese : #INNOVAZZATE. Diciamo iniziative fintamente innovative. I dubbi che ho su questo progetto sono almeno 3: Il primo: gli hot-spot del WI-FI cittadino, cioè quelli pubblici, gestiti dalla città di Torino, hanno una autenticazione che garantisce che i dati degli utenti siano gestiti dal pubblico e non da privati. Questo invece é un servizio privato e, come scritto nelle condizioni di utilizzo in fase di registrazione, il proprietario del servizio è un privato: Igp. Chiara, perché questo WI-FI non è federato con il servizio pubblico locale di Torino WI-FI; o quello nazionale di Italia WI-FI? Perché promuovi iniziative di privati che gestiranno i dati raccolti dei torinesi? Gli hotspot pubblici della Città tra l’altro consentono l’accesso ai portali di Città di Torino e Turismo Torino anche senza autenticazione. Questi assolutamente no. Il secondo motivo per cui non mi piace, é perché é brutto: mentre molti torinesi erano in vacanza, questi impianti pubblicitari sono stati ruotati di 90° rispetto a prima. Insomma, questi pannelli pubblicitari che prima delle vacanze erano paralleli alla via, e così posizionati non rompevano la prospettiva della via pedonale, ora sono frontali molto più visibili e impattanti. Alla faccia del rispetto del contesto storico della via Chiara? Perché hai scelto in una via lunga e stretta di rovinare la prospettiva? qual’e il nuovo valore che ha questo spazio pubblicitario ora più visibile? Perché la città non lo incassa? Il terzo e ultimo motivo per cui per me é una #innovazzata l’ho scoperto scaricando una delle app per testare la velocità della trasmissione dati. La velocità é la stessa degli hotspot pubblici. Ecco allora il mio consiglio, se siete in via garibaldi a Torino lasciate stare il Wi-Fi che vi consiglia #Appendino, e prendete un buon caffè in compagnia magari accompagnato da un biscotto artigianale, alle #INNOVAZZATE si dedica già l’amministrazione

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  • Protetto: PRODUTTIVITA’ CONSIGLIO COMUNALE DI TORINO 2012 vs 2017

    On: 30 maggio 2018
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  • TORINO CARDIOPROTETTA

    On: 25 maggio 2018
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    Signore, insegnami l’arte dei piccoli passi.

    Antoine de Saint-Exupéry da il ‘Piccolo principe’

    I piccoli passi, giorno dopo giorno, passo dopo passo, ci aiutano ad affrontare il presente.
    Oggi, nell’ambito del progetto Torino Cardioprotetta, nei giardini Grosa, ai pedi del grattacielo di Intesa SanPaolo, abbiamo inaugurato con Marco Chessa un nuovo punto di cardioprotezione grazie a LIVEONLUS. Un piccolo passo avanti nella giusta direzione: favorire la prevenzione e contribuire a diffondere i defibrillatori in Città.
    Lo abbiamo fatto con la presenza speciale degli alunni dell’Istituto Rita Levi Montalcini di Via Palmieri.
    Con Luca Pairetto, sportivo ed arbitro di Calcio di Serie A.
    Grazie ai dipendenti di Intesa San Paolo che hanno voluto formarsi per l’utilizzo dei defibrillatori, grazie ad ANPASS che li ha, con professionalità, istruiti.
    Grazie alla Circoscrizione 3 che ci ha aiutato a scegliere la collocazione adeguata all’interno della bella area verde.

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  • LIA VARESIO Un nuovo indirizzo per i senza fissa dimora

    On: 5 aprile 2018
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    Torino, 5 aprile

    COMUNICATO STAMPA

    “VIA LIA VARESIO 1”

    Un nuovo indirizzo per i senza fissa dimora
    della nostra citta’
    Il tema del diritto alla residenza come diritto inviolabile, assoluto, incoercibile e fondamentale dell’individuo è entrato nel patrimonio costituzionale del nostro Paese, soprattutto per quelle persone che ne risultano prive.
    La mancanza della residenza, infatti, costituisce una grave limitazione all’esercizio degli altri diritti:
    chi è senza fissa dimora non può votare, non può iscriversi al collocamento, non ha assistenza sanitaria, non può concorrere all’assegnazione di una casa popolare.
    Nella nostra città i diritti, i bisogni, le speranze dei “cittadini di strada” sono stati e sono interpretati e sostenuti da figure di straordinaria umanità e coraggio.
    Tra queste personalità, che s’iscrivono a buon diritto nella tradizione dei “Santi Sociali” della nostra città, occupa un ruolo di assoluto riguardo Lia Varesio.
    Lia Varesio è nata a Torino nel 1945 da una famiglia di forti tradizioni cattoliche ed è la fondatrice della Bartolomeo & C..
    Lia Varesio amava celebrare i compleanni dei barboni che incontrava e conosceva, ritenendolo il primo passo per restituire la dignità a chi l’aveva persa. Dare oggi un nome “reale” all’indirizzo di chi è senza fissa dimora, e vive quotidianamente questa situazione di fragilità e marginalità sociale, ritengo rappresenti un altro piccolo passo nella direzione da Lei tracciata, un punto fermo da cui provare a “ripartire”.
    E’ per queste ragioni che in data odierna, riprendendo una proposta di intitolazione formulata nel 2012, ho predisposto e inoltrato una nuova richiesta indirizzata alla nostra Commissione Toponomastica.
    Oggi, a distanza di 10 anni dalla scomparsa (11 marzo 2008) di Lia Varesio – “l’angelo dei barboni”, possiamo finalmente procedere, mi auguro senza esitazione, alla ridenominazione dell’attuale “Via della Casa Comunale 1” trasformandola in “Via Lia Varesio 1”.

    Il Vicepresidente Vicario del Consiglio Comunale della Città di Torino

    Enzo LAVOLTA

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  • Mobilità sostenibile su La Stampa

    On: 18 giugno 2015
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    Ignoro davvero cosa di così terribile possano aver fatto le biciclette alla nostra concittadina che oggi scrive, in modo così indispettito, a specchio dei tempi per lamentarsi delle scelte e dell’attenzione dell’Amministrazione comunale nei confronti della mobilità ciclabile.

    Chiede, in sostanza, la lettrice cosa vi sia di sostenibile in queste biciclette e preannuncia che a questa domanda, chi di dovere colpevolmente non risponderà.

    Io invece intendo rispondere, e nel merito, segnalando che di sostenibile, nella bicicletta, c’è fondamentalmente il fatto che quando si muove, a differenza di ogni altro mezzo di locomozione, non rilascia in atmosfera elementi inquinanti. Potrei quindi arrivare a dire che questa è ragione che ci fa ritenere che muoversi in bicicletta influisca in modo positivo sui livelli di sostenibilità ambientale del nostro vivere in città e che ci spinge a favorire, per quanto ci è possibile, lo sviluppo di questa forma di mobilità.

    Gli utilizzatori della bicicletta, definirli seguaci non mi pare appropriato, in fondo stiamo parlando di un mezzo di trasporto e non di una religione, sono tenuti, come tutti, a rispettare le norme del codice della strada; se non lo fanno, come tutti gli altri, vengono sanzionati. La segnaletica presente in città rispetta, e non potrebbe essere altrimenti, le prescrizioni del codice della strada e sono quindi curioso di sapere quali sono i segnali cui la lettrice fa riferimento ( che so cartelli che invitano i ciclisti a passare con il rosso, a non rispettare le precedenze, a circolare ove non è consentito) perché confesso che a me sono sfuggiti.

    Quanto al progetto Vento credo che la lettrice ne sottovaluti significato e impatto. Vento è un’infrastruttura di straordinario valore ed impatto economico. Certamente si rivolge all’utenza del tempo libero, ma non meno di ciò che fanno altre infrastrutture che consentono di raggiungere luoghi turistici, di vacanza o di villeggiatura, con la differenza però, tanto per fare un esempio, che il costo di questa infrastruttura equivale al costo di due chilometri di autostrada.

    Vento offre straordinarie opportunità di valorizzazione dell’offerta e dell’economia turistica di quattro regioni italiane. E’ stato calcolato che, mediamente,un cicloturista è disposto a percorrere fino a 5 km per cercare cibo, servizi o strutture per dormire. Entro tale distanza lungo VENTO si trovano più di 6.500 attività tra bar e ristoranti, oltre 900 strutture ricettive e 30.500 aziende agricole che beneficeranno del passaggio dei turisti. I 679 km di VENTO possono raggiungere, a infrastruttura realizzata, fino a mezzo milione di passaggi/anno. Con un indotto di 100 milioni di €/anno, VENTO creerà fino a 2.000 nuovi posti di lavoro.

    Ora, sarà anche tempo libero, ma se alla lettrice vengono in mente altre infrastrutture capaci, a parità di costi,di produrre effetti di questo tipo sull’economia e sull’occupazione dei nostri territori, sarei davvero curioso di conoscerle.

    Enzo Lavolta

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  • BIKE PRIDE 2015 – Grazie agli organizzatori e ai tantissimi che con noi hanno pedalato

    04-06-2015 Ferpress.it-A Torino giornata di approfondimento sul cicloturismo al Bike Days dal 6 al 7 giugno

    04-06-2015 MTB-VCO.it-Al Bike Days 2015 ospiti d’eccezione

    05-06-2015 Bike Days 2015 Cicloturismo e mobilità sostenibile la mappa

    05-06-2015 Mole24.it-Domenica a Torino c’è il Bike Pride

    05-06-2015 nuovasocietà.it-Torna il Bike Pride

    06-06-2015 LaStampa-Il 6 e il 7 sono i Bike Days, sulle due ruote si conquista la città

    06-06-2015 LaRepubblica-Orgoglio in bici. Due giorni per discutere di cicloturismo

    07-06-2015 IlGiornaleDelPiemonte-Vento, oggi l’arrivo a Torino

    07-06-2015 LaRepubblica-Via col VENTO, la ciclovia del po ha trovato i soldi

    07-06-2015 LaStampa-Bike Pride con regalo-5Milioni del governo per il turismo in bici

    08-06-2015 LaRepubblica-Ventimila in bicicletta, successo del Bike Pride-Ora piste e sicurezza

    08-06-2015 LaStampa-L’invasione delle bici, in 20 mila al Bike Pride

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  • Inaugurazione nuovo Punto Acqua Smat

    On: 4 luglio 2014
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  • Fioriere in via Garibaldi

    On: 3 luglio 2014
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    Fioriere realizzate con materiali di recupero sono state poste lungo via Garibaldi. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Consorzio Mercato dei fiori di Torino e l’associazione commercianti Torino di Via Garibaldi.

    «Se si vuole nulla si spreca» è questo il leitmotiv che ha portato alla realizzazione delle fioriere di via Garibaldi. Con questa frase Emilio Fugazzi, presidente del Consorzio Mercato dei Fiori, riassume il senso dei quindici bancali posti lungo la via che collega piazza Castello a piazza Statuto.
    L’iniziativa vede la collaborazione del Consorzio con l’associazione commercianti di Torino via Garibaldi. L’idea era già stata comunicata all’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta e presentata anche durante il Salone del Libro. Al centro del progetto la volontà di recuperare quei bancali che vengono utilizzati per la consegna delle merci e che, altrimenti, finirebbero per essere portati in discarica. «Sono di tipo Euro 3» spiega Fugazzi riferendosi alle bancali di legno: di una qualità molto alta, dunque, che garantisce una maggiore solidità.
    Il riciclo e il riuso si integrano nel contesto urbano e rendono più piacevole l’ambiente attraverso scelte e iniziative sostenibili.
    Da ora in poi si potrà godere della vista di gerani e verbene mentre si passeggia, di fiori che sono coltivati dai floricoltori della provincia e, quindi, simbolo del km 0. Per ora alcuni cittadini torinesi hanno apprezzato l’idea e richiesto al presidente Fugazzi di coprire con fioriere anche altre zone della città.

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  • Torino disegna la Citta’ Smart con un piano strategico: SMILE

    On: 14 dicembre 2013
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  • ToBike si allarga

    On: 18 gennaio 2013
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    E’ una rivoluzione colorata ma silenziosa che sta cambiando abitudini e panorami cittadini. C…olorata perché le biciclette gialle del servizio di sharing, cioè condivise, del ToBike ormai ci sfrecciano intorno ovunque. Silenziosa perché, a fronte di ben 18 mila abbonamenti attivi (ma in due anni di servizio 29 mila torinesi hanno «toccato» una due ruote condivisa), quanta pubblicità avete visto? Pochissima. Eppure la diffusione degli stalli, cioè dei parcheggi,del ToBike è una pandemia che dal centro, piano piano, ma neanche tanto, sta «contagiando» tutta la città.Uno stallo: 22 mila euro 

    A fine mese gli stalli, dagli attuali 96 diventeranno 100 mentre a fine anno saranno 180. «Tutti già finanziati» hanno spiegato Pietro Drago e Gianluca Pin, presidente e direttore commerciale di «Comunicare», la srl di Orbassano che realizza e cura il servizio non solo a Torino ma in un’altra novantina di città italiane ed europee, «Finanziate» vuol dire che complessivamente ogni postazione di bici riceve un contributo pubblico di 22 mila euro. «Poi basta – ha spiegato Pin ai consiglieri comunali e ai rappresentanti delle associazioni ciclistiche -, tutto il resto è a nostro carico. Il guadagno è rappresentato dagli abbonamenti (25 euro quello annuale,ndr) e dall’affitto degli spazi pubblicitari sui quali comunque paghiamo 50-60 mila euro di tasse al Comune».

    La mobilità che cambia

    Una ricerca che sarà diffusa la prossima settimana su come viene utilizzato il servizio, rivela che dei 10.870 abbonati che hanno usato almeno 20 volte la bici in un anno, la metà è formata da lavoratori dipendenti, «mentre il 25% lo utilizza per coprire il percorso casa-luogo di lavoro o luogo di studio: ecco la dimostrazione che il servizio sta cambiando la mobilità in città» ha esultato l’assessore Enzo Lavolta il quale sogna che le bici passino dall’attuale 2 al 20% della mobilità. Vale a dire che, fatto 100 i diversi mezzi che si muovono in un dato momento in città, 20 sono bici. Un’ottimismo sfrenato e da paese nordico «dove il grande numero di biciclette – ha spiegato Fabio Zanchetta di “Nuoviequilibri” – fa calare il numero degli incidenti e dove la maggior sicurezza rende meno necessari caschi e bande fluorescenti».

    Ogni bici vale 200 euro

    La bicicletta, non solo quella di ToBike che comunque è una signora bicicletta che a «Comunicare» costa quasi 200 euro, è fenomeno ormai così esteso che i vigili urbani hanno creato un nucleo ad hoc per affrontare il problema dei furti: «Riceviamo le denunce, mappiamo il fenomeno e individuiamo i responsabili» spiegano in via Bologna dove in due mesi hanno registrato 83 denunce di furto (non solo di bici gialle), recuperandone nove. Ai vigili spetta anche il compito di punire gli automobilisti che invadono poste ciclabili e parcheggiano in doppia fila: «La minaccia peggiore per il ciclista» dice, per esperienza, Zanchetta. Impossibile multare chi ostacola solo l’accesso o l’uscita dagli stalli: «Serve un’ordinanza del sindaco che ancora non c’è»

    Attualmente, la realtà torinese s’è estesa all’area metropolitana inglobando analoghi servizi già esistenti a Venaria, Grugliasco e Collegno, diventando il servizio più esteso d’Italia. E le prossime tappe del servizio saranno appunto lungo l’asse della metro verso Collegno, si punterà sulla Reggia di Venaria e verso Sud, sempre lungo il metrò verso Lingotto e piazza Bengasi. Con una regola aurea: il servizio funziona e cresce se tra un parcheggio e l’altro non ci sono più di 400 metri di distanza

    di Beppe Minello

    fonte: LaStampa

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