Mobilità sostenibile su La Stampa

On: 18 giugno 2015
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Ignoro davvero cosa di così terribile possano aver fatto le biciclette alla nostra concittadina che oggi scrive, in modo così indispettito, a specchio dei tempi per lamentarsi delle scelte e dell’attenzione dell’Amministrazione comunale nei confronti della mobilità ciclabile.

Chiede, in sostanza, la lettrice cosa vi sia di sostenibile in queste biciclette e preannuncia che a questa domanda, chi di dovere colpevolmente non risponderà.

Io invece intendo rispondere, e nel merito, segnalando che di sostenibile, nella bicicletta, c’è fondamentalmente il fatto che quando si muove, a differenza di ogni altro mezzo di locomozione, non rilascia in atmosfera elementi inquinanti. Potrei quindi arrivare a dire che questa è ragione che ci fa ritenere che muoversi in bicicletta influisca in modo positivo sui livelli di sostenibilità ambientale del nostro vivere in città e che ci spinge a favorire, per quanto ci è possibile, lo sviluppo di questa forma di mobilità.

Gli utilizzatori della bicicletta, definirli seguaci non mi pare appropriato, in fondo stiamo parlando di un mezzo di trasporto e non di una religione, sono tenuti, come tutti, a rispettare le norme del codice della strada; se non lo fanno, come tutti gli altri, vengono sanzionati. La segnaletica presente in città rispetta, e non potrebbe essere altrimenti, le prescrizioni del codice della strada e sono quindi curioso di sapere quali sono i segnali cui la lettrice fa riferimento ( che so cartelli che invitano i ciclisti a passare con il rosso, a non rispettare le precedenze, a circolare ove non è consentito) perché confesso che a me sono sfuggiti.

Quanto al progetto Vento credo che la lettrice ne sottovaluti significato e impatto. Vento è un’infrastruttura di straordinario valore ed impatto economico. Certamente si rivolge all’utenza del tempo libero, ma non meno di ciò che fanno altre infrastrutture che consentono di raggiungere luoghi turistici, di vacanza o di villeggiatura, con la differenza però, tanto per fare un esempio, che il costo di questa infrastruttura equivale al costo di due chilometri di autostrada.

Vento offre straordinarie opportunità di valorizzazione dell’offerta e dell’economia turistica di quattro regioni italiane. E’ stato calcolato che, mediamente,un cicloturista è disposto a percorrere fino a 5 km per cercare cibo, servizi o strutture per dormire. Entro tale distanza lungo VENTO si trovano più di 6.500 attività tra bar e ristoranti, oltre 900 strutture ricettive e 30.500 aziende agricole che beneficeranno del passaggio dei turisti. I 679 km di VENTO possono raggiungere, a infrastruttura realizzata, fino a mezzo milione di passaggi/anno. Con un indotto di 100 milioni di €/anno, VENTO creerà fino a 2.000 nuovi posti di lavoro.

Ora, sarà anche tempo libero, ma se alla lettrice vengono in mente altre infrastrutture capaci, a parità di costi,di produrre effetti di questo tipo sull’economia e sull’occupazione dei nostri territori, sarei davvero curioso di conoscerle.

Enzo Lavolta

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