• QUALI AZIENDE PARTECIPATE DALLA CITTÀ DI TORINO HANNO L’ORGANISMO DI CONTROLLO ED IL CODICE ETICO?

    On: 26 ottobre 2010
    In: Articoli, Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    E’ stata depositata oggi dal Consigliere Comunale Enzo Lavolta l’interpellanza che chiede all’Amministrazione di verificare quali aziende partecipate dalla Città di Torino adempiono al D.Lgs. 231 del 2001.

    L’adozione di congrui modelli si rende necessaria per scongiurare reati eterogenei, connessi a processi decisionali realizzati in vari ambiti aziendali: dall’aggiudicazione di gare d’appalto; alla contrattazione per la fornitura di beni e servizi; dall’ottenimento di autorizzazioni, licenze, concessioni, finanziamenti alla commissione dei reati penali di natura societaria (violazione di obblighi degli organi ed operazioni sul capitale); dalla irregolare gestione finanziaria alla frode informatica.

    Il legislatore, preoccupato del crescente fenomeno della criminalità d’impresa, ha ritenuto di voler coinvolgere direttamente gli operatori economici, sollecitandoli ad una efficace azione di prevenzione all’interno delle proprie realtà aziendali, pena la loro responsabilità diretta ove, a causa della loro negligenza, si sia realizzato un reato. Giudicando positivamente il diffondersi di questa cultura aziendale, ritengo la modalità di fare impresa conforme all’etica e alla trasparenza garante anche nelle nostre aziende partecipate del principio indispensabile della legalità.

    Il Codice Etico in particolare è l’altra faccia del bilancio sociale; può definirsi come la “Carta Costituzionale” dell’azienda, utile a definire la responsabilità etico e sociale di ogni partecipante all’organizzazione dell’impresa. Esso è il principale strumento di implementazione dell’etica dell’azienda capace anche di garantire la gestione equa ed efficace delle transazioni col mercato, che sostiene la reputazione dell’impresa stessa in modo da generare fiducia verso l’esterno.

    Enzo Lavolta

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  • RSU DELLA TECNIMONT IN COMMISSIONE LAVORO

    On: 16 settembre 2010
    In: Articoli, Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Sono stati ospiti della commissione Lavoro, presieduta da Enzo Lavolta, le Rsu (rappresentanti sindacali) della Tecnimont, sede di Torino.
    All’ordine del giorno, la decisione assunta dall’azienda, che si occupa di infrastrutture e di Power (centrali elettriche, teleriscaldamento), di trasferire le 476 persone che attualmente lavorano nella sede torinese.
    La Tecnimont, per motivi di integrazione del personale e motivi di produttività, ha deciso di delocalizzare il personale a Milano, esattamente nelle due torri di Porta Garibaldi.
    Entro il 30 giugno del 2011 il passaggio dovrà essere concluso, ma si partirà già dal primo gennaio 2011.
    Così ha spiegato Francesco Crimeni, a nome, anche, delle altre Rsu presenti.
    Il vicesindaco Dealessandri ha comunicato che, insieme agli assessori di Provincia e Regione, ha già avuto un incontro con i vertici Tecnimont, che, però, hanno ribadito la loro decisione.
    Ora – ha concluso Dealessandri – avremo un altro incontro, sperando che l’azienda sospenda la decisione.
    Sono intervenuti i consiglieri: Ferrante, Cutuli e Stefano Gallo.

    (t.dn.) – Ufficio stampa Consiglio comunale
    Torino, 16 Settembre 2010

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  • IN COMUNE I DIRIGENTI DELLA RAI: ANCHE DA LORO TIMORI PER IL PIANO DI RISANAMENTO DELL’AZIENDA

    On: 9 settembre 2010
    In: Articoli, Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Timori relativi al piano industriale della Rai sono stati espressi nel corso di un’audizione in commissione lavoro, presidente Enzo Lavolta, dal presidente del sindacato dei dirigenti (Adrai) Stanislao Argenti e dal vicepresidente Valerio Fiorespino.
    Accompagnati da alcuni dirigenti della Rai Torinese come Alberto Morello, della sede di via Cernaia, dove si gestisce il flusso degli abbonamenti, Maurizio Braccialarghe, responsabile del Centro di produzione e Giuseppe Biassoni, responsabile dell’ICT (information communication tecnology), i sindacalisti hanno denunciato come, ad oggi, non sia stato loro possibile discutere con i vertici aziendali del piano industriale ed in particolare delle esternalizzazioni che dovrebbe prevedere. La commissione presieduta da Enzo Lavolta si è occupata più volte delle prospettive dell’azienda Rai (115 milioni di euro il disavanzo previsto dai sindacalisti nel 2010). Per la prima volta non sono le maestranze bensì l’alta dirigenza Rai a chiedere alla politica e alle istituzioni torinesi di intervenire partecipando ad un tavolo di lavoro istituzionale per chiarire con i vertici dell’azienda i termini del piano industriale e delle strategie di risanamento che si vogliono perseguire. Argenti ha assicurato che la proposta del tavolo di lavoro, a cui ha invitato il Comune di Torino, è stata avanzata dalla Regione Piemonte.

    Ufficio stampa del Consiglio comunale (S.L.(

    Torino, 9 Settembre 2010

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  • ORGANIZZIAMO SUBITO LE PRIMARIE

    On: 31 agosto 2010
    In: Iniziativa politica, Partito Democratico
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    In questi straordinari giorni di festa, sono state tante le manifestazioni di affetto verso la classe dirigente di un partito che ha dimostrato di ben governare Torino.

    E’ bene rispondere con un atto di chiarezza e trasparenza come siamo abituati a fare.

    Le numerose interviste di questi giorni, i diversi nomi “lanciati” nel mucchio non aiutano a comprendere la nostra visione di Torino, lasciano piuttosto trasparire la rincorsa di alcuni sugli altri.

    Si avvii il processo virtuoso delle primarie senza timori. Si misurino democraticamente quanti generosamente si rendono disponibili a concorrere al buon governo della Città.

    La priorità assoluta per Torino è la costruzione di un cantiere democratico che sappia capitalizzare quanto di buono si è realizzato e soprattutto definisca ciò che si vuole fare e questo si fa partendo dalle primarie.

    Sarà una competizione interessante e sono certo utile ad aprire un dialogo con i soggetti sociali della Città che meritano per il contributo dato fino ad oggi un riconoscimento pieno a partire dalla condivisione di idee.

    E’ bene che il partito provinciale fissi immediatamente la data delle primarie.

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  • I lavoratori sfrattati chiedono ospitalità all’azienda concorrente

    On: 16 luglio 2010
    In: Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Omnia potrebbe trasferirsi nella sede di Agile

    di Andrea Rossi

    Nel vortice della crisi che picchia duro sul tessuto produttivo torinese sta succedendo di tutto. Succede anche che i lavoratori di un’azienda sull’orlo del fallimento possano ospitare i loro colleghi di un’altra ditta – anch’essi vicini al baratro – per provare ad aiutarli a salvare quel che resta delle loro commesse. Succede che ci si possa unire per non morire, accomunati dalla malasorte di essere capitati tra le mani di capitani di sventura, capaci di demolire imprese in salute fino a portarle al dissesto, lasciando i dipendenti senza stipendio, a convivere con lo spettro della disoccupazione.

    I lavoratori di Agile-Eutelia e quelli di Omnia-Phonemedia (tutti operatori di call center) da mesi vivono disavventure parallele. Entrambi credevano di essere al sicuro, facevano parte di imprese in salute, ma sono finiti tra le grinfie di chi ha spolpato quel che si poteva e poi si è dileguato. Entrambi stanno cercando di salvare quel che resta delle loro imprese. Entrambi hanno visto alcuni dei loro dirigenti finire in galera: gli ultimi sono stati tre manager di Phonemedia, epilogo della vicenda che ha portato l’ex vicepresidente della Regione Piemonte Roberto Rosso a dimettersi, dopo aver inviato (quand’era ancora soltanto deputato) lettere in cui garantiva l’affidabilità dei vertici della società. Entrambi sono ora nelle mani di commissari straordinari che stanno cercando nuovi acquirenti per scongiurare il fallimento. Entrambi, infine, da molti mesi lavorano gratis pur di non perdere le poche commesse rimaste e cercare di garantirsi un futuro.

    Il guaio è che devono schivare un’imboscata dietro l’altra. L’ultima si è abbattuta sui 98 lavoratori torinesi (tutti a tempo indeterminato) di Omnia pochi giorni fa: hanno scoperto che la sede in cui stanno ancora lavorando, a turni di sette, con l’unica commessa (Seta-Asm) che sono riusciti a mantenere, è sotto sfratto esecutivo. Da tempo nessuno paga l’affitto e il proprietario ha deciso di cacciarli. Per loro significa non poter più lavorare, perdere l’ultimo cliente rimasto e probabilmente avviarsi a passo spedito verso il baratro.

    Ieri erano in Comune, a raccontare le pieghe del loro dramma alla commissione Lavoro. E lì hanno capito che un piccolo spiraglio è rimasto. Il presidente della commissione Enzo Lavolta (Pd) ha scritto ai commissari delle due aziende – tre per Agile e uno per Omnia – proponendo una soluzione: nella sede torinese di Agile, in corso Svizzera, qualcuno sta ancora lavorando, ma ci sono una ventina di postazioni libere; perché non ospitare i dipendenti di Omnia, che lavorano in sette per turno e perciò occuperebbero neanche la metà dei computer inutilizzati? «Così facendo, visto che nella sede di Agile viene effettuata regolare manutenzione, si potrebbe dare un po’ d’ossigeno ad Omnia, in attesa che il commissario lavori alla ricerca di acquirenti», spiega Lavolta. «Eviteremmo di far naufragare anche l’ultima commessa».

    L’iniziativa ha ricevuto il via libera dalle rappresentanze dei lavoratori di entrambe le imprese, della commissione Lavoro del Comune e pure la benedizione vicesindaco Tom Dealessandri. «In questi giorni, in cui è sempre più evidente il legame tra certa politica e il malaffare, bisogna difendere la dignità calpestata dall’arroganza di pochi furbetti attenti solo al profitto illecito», ribadisce Lavolta. La lettera è partita ieri, indirizzata a Roma. Il tempo non è molto, la prassi è a dir poco insolita. Mai i lavoratori di una società sono stati ospitati nella sede di un’altra azienda. Che succeda dipende solo da chi avrà la meglio: la burocrazia o l’esigenza di salvare – almeno per un altro po’ – 98 posti di lavoro.

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  • UNA CLAUSOLA SOCIALE PER ASSUMERE I LAVORATORI LICENZIATI NEL SETTORE COMMERCIO

    On: 22 giugno 2010
    In: Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Novità per chi dovrà aprire esercizi commerciali a Torino e per i lavoratori licenziati nel settore Commercio.

    E’ stata oggi approvata dal Consiglio comunale all’unanimità una mozione (primo firmatario: Enzo Lavolta) che impegna Sindaco e Giunta affinché, quando vengono rilasciate nuove autorizzazioni commerciali, sia prevista una “clausola sociale” che, attraverso una convenzione occupazionale realizzata con le società che dovranno gestire le nuove aperture a Torino, consenta alla Città di dare una risposta concreta al riassorbimento dei lavoratori, con le medesime professionalità, inseriti nelle liste di mobilità del territorio torinese.

    Il settore del commercio a Torino, come in molti grandi centri urbani, è infatti in profonda trasformazione. In particolare, la grande distribuzione tende ad aprire piccoli punti vendita nei quartieri, talvolta chiudendo contestualmente supermercati e ipermercati con superfici medio-grandi e licenziandone i dipendenti.

    Secondo la mozione votata oggi, inoltre, le società che chiedono nuove autorizzazioni commerciali al Comune di Torino, qualora abbiano in precedenza effettuato licenziamenti sul territorio della Provincia di Torino, oltre agli obblighi e garanzie già previsti per legge, dovranno riassorbire i lavoratori licenziati.

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  • Un circuito di locali amici della poppata

    On: 21 maggio 2010
    In: Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Repubblica — 21 maggio 2010 pagina 1 sezione: TORINO

    UN CIRCUITO di bare ristoranti dove la poppata sia ben accetta, dove titolari e clienti non guardino di traverso le mamme che allattano il neonato. Madri spesso costrette a nascondersi in un angolo, a uscire sul marciapiede o a rintanarsi in macchina per placare i bisogni del bambino. Sotto la Mole i casi di donne allontanate in modo più o meno garbato, perché intente ad allattare il bimbo, non sono mancati. AVERE gli occhi del proprietario o del vicino di tavolo che disapprovano la poppata spingono le mamme all’ autocensura: meglio stare a casa. Ora, però, i genitori hanno detto basta e rivendicato i loro diritti e quelli del bebè. L’ idea di creare un circuito di bar e ristoranti «amici dei bambini» è nata dal basso, da un gruppo di papàe mamme che vorrebbero entrare in un locale senza l’ angoscia di dover uscire in fretta o vivere momenti di imbarazzo. Un progetto che si è già trasformato in una mozione, presentata dai consiglieri comunali del Pd Lucia Centillo, presidente della commissione Pari Opportunità, ed Enzo Lavolta, a capo della commissione Commercio di Palazzo Civico. Un’ idea sviluppata da un gruppo di designer dell’ associazione «Progetto Atelier». «Il latte materno da oltre trent’ anni è considerato come una tappa fondamentale dell’ evoluzione fisica e psichica dei bambini – sottolinea Carlo Boccazzi, neo padre e presidente di Progetto Atelier- purtroppo, complice il calo demografico e la scarsa abitudine delle persone a confrontarsi con i neonati, in diversi luoghi, ad iniziare dai locali, la poppata viene vissuta con imbarazzo». I designer stanno studiando un logo e un decalogo, che comprenda ad esempio l’ obbligo del fasciatoio nel bagno, per affiliare bar e ristoranti che vorranno aderire al circuito «amici dei bambini». Circuito che si potrebbe estendere agli alberghi: fece scalpore un anno fa l’ allontanamento di una mamma intenta ad allattare nella hall di un hotel a Madonna di Campiglio. Così come fece discutere la scelta del social network Facebook di cancellare le foto di mamme con il piccolo al seno perché ritenute oscene. «È ora di dare un segnale opposto – dice il consigliere Enzo Lavolta – di sensibilizzare associazioni di categoria e locali. Anche in questo modo si dà una risposta alle esigenze delle giovani coppie e delle mamme torinesi che potranno contare su una rete di bar e ristoranti dove saranno accettate». L’ assessore al Commercio, Alessandro Altamura, che dovrà confrontarsi con le associazioni di categoria, ha accolto con favore l’ iniziativa. E nascerà un sito dove segnalare le attività che decidono di far parte del circuito. – DIEGO LONGHIN

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  • SAGAT – “INOPPORTUNA LA PROPOSTA DI DISTRIBUZIONE STRAORDINARIA DEGLI UTILI.

    On: 30 aprile 2010
    In: Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Dichiarazione di Enzo LAVOLTA e Stefano RUSSO
    (Consiglieri comunali PD).
    “Giudichiamo inopportuna la richiesta avanzata dai soci privati di Sagat di una distribuzione straordinaria di utili per 6 milioni di euro (in aggiunta ai 4 milioni di utile ordinario) ed auspichiamo che tali risorse possano essere reinvestite in un piano di sviluppo infrastrutturale ed occupazionale:”: con queste parole i consiglieri comunali del PD Enzo LAVOLTA (Presidente Commissione Lavoro ) e Stefano LO RUSSO (Coordinatore Segreteria Regionale PD Piemonte) commentano l’audizione in III Commissione dei vertici della Sagat.
    “Solo qualche mese fa ci era stata descritta una situazione preoccupante, tanto da rendere necessario un intervento pubblico di Comune e Regione per fare fronte alle difficoltà di Alitalia e per lo sviluppo del traffico aereo nell’ambito del low cost. Oggi, invece, ci è stata presentata una situazione ben diversa, perfino rosea. Eppure c’è una profonda contraddizione tra la richiesta di una distribuzione straordinaria degli utili e la situazione occupazionale, con 35 dipendenti di Sagat in mobilità e 24 lavoratori di Aviapartner in cassaintegrazione.
    La gestione di Sagat si è finora contraddistinta per diversi annunci e pochi risultati concreti, ed è giunto il momento di riflettere su quali vantaggi derivino realmente per il nostro territorio. Non è più procrastinabile l’insediamento della base low cost al cui insediamento dovranno essere indirizzati tutti gli sforzi da parte della società”.

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  • La Sala Rossa ha commemorato Natale Aimetti

    On: 13 aprile 2010
    In: Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Commemorato dal Consiglio comunale, questo pomeriggio, Natale Aimetti che prese posto tra i banchi del Consiglio comunale di Torino tra il 1964 e il 1970. Morì a settantasette anni, il 6 febbraio del 2005.
    Esponente del Partito comunista italiano, dopo l’esperienza amministrativa a Palazzo civico, divenne consigliere provinciale e, successivamente, assessore e sindaco di Beinasco.
    Alla presenza di familiari, amici e molti ex consiglieri, Aimetti è stato ricordato dal presidente del Consiglio comunale Beppe Castronovo che ne ha sottolineato il carattere e la determinazione con cui ha condotto l’attività politica: “Non faceva sconti, i suoi giudizi erano forti e severi verso l’operato della pubblica amministrazione”. Ha poi evidenziato come il lavoro e i lavoratori fossero centrali nella sua azione politica rivolta in primo luogo alla classe operaia, considerata “la vera artefice della produzione e delle risorse del Paese”.
    Giancarlo Quagliotti “Sapeva da che parte stare e chi rappresentare”, ha invece sottolineato il consigliere Enzo Lavolta (Pd) raccontando come Aimetti sia stato capace di portare in Consiglio comunale la voce degli operai, perché se ne comprendessero le condizioni dentro e fuori dalle fabbriche.
    Al vice presidente dell’Associazione ex Consiglieri comunali, Giancarlo Quagliotti, il compito di ripercorrere la biografia di Aimetti e il contesto storico nel quale ha vissuto e ha svolto la sua attività politica.
    “Apparteneva alla generazione di coloro che sono cresciuti sotto il fascismo e che hanno combattuto per la libertà. Faceva parte”, ha aggiunto, “di quegli operai colti che hanno svolto l’impegno amministrativo con l’unico obiettivo di ricercare il bene comune”.
    Alla commemorazione erano presenti i gonfaloni della Città e della Provincia di Torino e del Comune di Beinasco.

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  • Il Comune di Torino per i lavoratori Agile

    On: 23 febbraio 2010
    In: Attività Amministrativa, Iniziativa politica
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    Il Consiglio comunale di Torino ha approvato lo scorso 22 febbraio all’unanimità (37 voti favorevoli su 37 consiglieri presenti) una mozione per sostenere i lavoratori Agile/Omega che lavorano per conto di Fastweb.
    La Città di Torino, attualmente, per la gestione dei servizi di manutenzione del sistema Fonia Dati ha un contratto con l’azienda Fastweb (rinnovato da poco, scadrà nel 2014). Quest’ultima ha affidato totalmente in subappalto la gestione del servizio ad Agile.
    Il documento approvato dal Consiglio (primo firmatario: Enzo Lavolta) impegna il Sindaco e la Giunta comunale a compiere qualunque azione utile a garantire il mantenimento dei livelli qualitativi del servizio di manutenzione delle apparecchiature di rete, dati e fonia del Comune di Torino, attraverso l’impiego delle medesime risorse umane di cui si è avvalsa sinora Fastweb.
    Manifestazione lavoratori Agile Eutelia Già il 9 novembre del 2009, la Sala Rossa ha approvato all’unanimità un ordine del giorno per promuovere un tavolo di crisi al fine di assicurare ai lavoratori della società Agile – ex Eutelia il pagamento degli stipendi arretrati e garantire loro un futuro lavorativo.

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