Lavoro, trabajo, muncă, punё, travail, arbeit… tanti modi di dirlo, un solo modo di guadagnarsi la vita che accomuna italiani ed immigrati in un numero crescente di posti di lavoro.

Nel dramma quotidiano degli incidenti in fabbriche, cantieri e laboratori, i lavoratori immigrati costituiscono ormai una parte rilevante delle vittime e degli infortunati.
Secondo dati Inail, a Torino e provincia gli infortuni sul lavoro hanno riguardato, nel 2007, circa 37.200 italiani (40% circa le donne) e 4.556 stranieri (25% donne), dei quali 1.236 marocchini e 905 romeni. Un rapporto di 1 a 4 fra infortunati immigrati e italiani, mentre parlando di popolazione residente, gli stranieri sono sì e no un decimo del totale. Inoltre, sempre secondo l’Inail, “gli infortuni occorsi ai lavoratori extracomunitari sono tendenzialmente più gravi di quelli occorsi ai lavoratori italiani“. Indice del fatto che sono spesso i lavoratori stranieri, più ricattabili e meno tutelati, a lavorare nelle condizioni più precarie e rischiose. Nel settore dell’edilizia ed impiantistica si registra il 26,3% del totale degli infortuni che coinvolgono lavoratori stranieri, con un altro 29,4% nell’industria metallurgica e metalmeccanica
Proprio a partire da questi temi si è svolto, presso l’Arsenale della Pace del Ser.Mi.G. di Borgo Dora, il convegno “I colori delle morti bianche. Extracomunitari, tutela e sicurezza sul lavoro”. Organizzata dall’Inail e dal Consolato albanese in Piemonte, l’iniziativa ha visto la partecipazione di sindacalisti, politici, responsabili di enti pubblici, esponenti del volontariato e consoli onorari di diversi Paesi, oltre che dell’assessore per le politiche di integrazione Ilda Curti. Presente anche un rappresentante del governo albanese, il viceministro all’integrazione Zef Bushati. E’ intervenuto a nome del Consiglio comunale torinese il consigliere Enzo Lavolta (audio), sottolineando l’impegno dell’assemblea elettiva di Palazzo Civico – che ha proclamato il 2008 quale “Anno per la sicurezza nei luoghi di lavoro” – nel contribuire a tenere viva l’attenzione pubblica sul dramma sociale delle “morti bianche” e degli infortuni.

Nelle foto: Un momento del convegno svoltosi all’Arsenale della Pace.

 

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