Ci sono le idee, ci sono le persone, c’è passione e entusiasmo.
Coraggio, Torino.

Ascolto, interazione, cooperazione, dunque, perché sin dalle prime battute questo progetto per Torino sia un progetto condiviso: 

solo così potrà ambire a essere realizzato, contando sulla partecipazione attiva di tutti, mostrandosi all’altezza degli obiettivi che ci stiamo prefiggendo.

Non si tratta di un progetto a breve termine.

Ci vuole tempo per costruire soluzioni che non siano pensate a meri fini elettorali ma che abbiano come orizzonte quello del dialogo tra generazioni.

Ci vuole tempo per leggere e interpretare la nostra società complessa ed estremamente dinamica.

È a Torino 2031 che dobbiamo pensare immaginando oggi il programma per la Torino del 2021.

Cosa significa #CoraggioTorino? 

significa un governo della città basata sulla capacità di stimolare e supportare le straordinarie risorse di cui questa città dispone.

Ma che come per tutte le cose vive deve essere continuamente rigenerato.

In un momento difficile come questo, dovrebbe essere preservato e rilanciato con più forza perché è il modello migliore per affrontare le difficoltà e le opportunità di quella che sarà la Torino post-Covid19″

SPAZIO APERTO

LO SPAZIO APERTO

DEL CENTRO SINISTRA


Ciò di cui Torino ha bisogno è il centro sinistra che si impegni a combattere l’isolamento generato dalla stratificazione sociale ed economica che abbiamo visto crescere in questi anni. Uno spazio aperto, collettivo e condiviso. 

CAPITOLO PRIMO

AREA METROPOLITANA

UN’ALLEANZA PER LO SVILUPPO


Proponiamo un patto tra i Sindaci , sulla scorta dell’esperienza già avviata dai sindaci del Patto di Superga, attraverso l’istituzione di una conferenza permanente  che diventi il luogo di discussione e di condivisione di strategie e azioni amministrative e di governo concertate. 

CAPITOLO SECONDO

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

IL TRASPORTO PUBBLICO UNISCE LA CITTA’, CONNETTE LE PERSONE


L’EPIDEMIA COVID ha accelerato un processo in atto da tempo. La mappa della popolazione e i suoi usi della città sono profondamente mutati, il trasporto deve rispondere a nuove esigenze .

L’area suburbana va integrata con grande forza in un ridisegno complessivo che deve fare perno su GTT.

Disegnare nuove linee di forza, nuova direttrici, nuove linee metropolitane di superficie come la Linea 4 significa potenziare e integrare gli spazi urbani, le comunità

Lungo questi assi ad alta frequenza vanno ricostruiti servizi di prossimità, anche a chiamata, capaci di raccogliere la domanda diffusa e portarla sulle grandi direttrici veloci .

Smart working, nuovi rapporti centro periferia, ruolo centrale dell’area suburbana di prima cintura, il trasporto si deve rilanciare un nuovo grande progetto di riunificazione della città o dei pezzi di città.

La cesura creata dal Covid sta spingendo la popolazione a cercare case e spazi urbani diversi, questi vanno collegati e la riqualificazione territoriale va accompagnata da un nuovo progetto di mobilità urbana e suburbana.

CAPITOLO TERZO

NEXT GENERATION TO

UNA TORINO PER I GIOVANI


Se la politica è il luogo della progettazione e se progettare significa dare forma al futuro, allora una politica che non guardi ai giovani come al proprio orizzonte di senso è destinata al fallimento .

 

Torino oggi vive i mali che vivono tante altre città italiane ed europee: spopolamento, invecchiamento demografico, disoccupazione…

Rispetto a tante altre città, però, Torino ha nel suo tessuto sociale le risorse di sistema per reagire a questi fenomeni, smettere di subirli e cominciare a contrastarli. A chi si candida a governare questa città, in particolare, spetta l’onere di attivare queste risorse e di trarne tutti i benefici possibili.

In questo senso, il punto da cui partire, ma anche quello a cui ritornare come fine ultimo dell’agire pubblico, non può che essere l’attivazione di un’azione politica che guardi ai giovani, per i giovani, con i giovani.


CAPITOLO Quarto

TORINO

CITTA’ AL FEMMINILE


L’idea che la città sia chiamata a essere luogo in cui i diritti sono vissuti oltre che riconosciuti può essere ben rappresentata in un ambito come quello della lotta alle discriminazioni di genere.

Ciò perché riconoscere titolarità non vuol dire affatto, di per sé, garantire godimento .

È piuttosto diffusa l’opinione secondo la quale quella di genere sarebbe una questione sostanzialmente superata, essendo stati fatti molti passi avanti in campo legislativo.

Non di meno, salta agli occhi che a fronte del cammino percorso, tanto resta ancora da fare . Soprattutto in termini di accessibilità ai diritti e loro pieno godimento.