Energy Center

L’ipotesi di creare un Energy Center (EC) nasce già nel 2008 nell’ambito del Piano Territoriale Integrato “Sostenibilità energetica come fattore di sviluppo: un piano per Torino” (PTI-Energia), dove si delineava la realizzazione di un Centro a sostegno dell’innovazione in campo energetico-ambientale in grado di coniugare ricerca e sviluppo, formazione e spin off verso le imprese e le pubbliche amministrazioni. Tale struttura, concepita come un vero e proprio Distretto tecnologico, punto d‘incontro e confronto tra mondo accademico, ambiente di ricerca e Sistema imprenditoriale, trae origine dal concetto di “Innovation cluster”.

 

L’obiettivo è realizzare un entry-point tecnologico attrezzato, flessibile e fortemente orientato alla fornitura di servizi qualificati per le imprese, la pubblica amministrazione e la cittadinanza, al fine di supportare la crescita tramite l’innovazione nel campo energetico-ambientale. L’EC è concepito come una struttura multifunzionale che coinvolge un sistema di luoghi, attori e relazioni a servizio dell’innovazione e si occuperà di:

 

  • Testing: competenze e spazi attrezzati per testare componenti, sottosistemi e sistemi completi;
  • Certificazione (smart meter): attività di certificazione con standard internazionali di dispositivi, metodologie e processi; consulenza alla progettazione per la certificazione;
  • Smart energy: supporto alla riprogettazione di edifici (in particolare pubblici); efficienza e innovazione nella gestione e pianificazione a livello macro territoriale, nella produzione, nel trasporto, nello stoccaggio, nella gestione del ciclo; collegamento tra ICT e utilities (smart grids);
  • Nodo JRC: hub italiano del Joint Research Centre’s Institute for Energy and Transport (JRC);
    • Formazione e promozione: offerta formativa specifica (es. certificazione) e integrata (es. figura dell’energy manager); progettazione e realizzazione di iniziative promozionali che incrementino conoscenza e interesse verso le tematiche energetiche affrontate dall’EC.

 

L’EC non dovrà essere un centro di ricerca di derivazione accademica né il luogo di incontro e collaborazione di ricercatori provenienti da dipartimenti/Istituti differenti. Dovrà invece essere focalizzato sulla società, creando le condizioni per lo sviluppo del territorio e svolgendo un ruolo attivo di attrazione e coinvolgimento di aziende.

L’Energy Center sorgerà in un’area industriale in fase di riconversione, di proprietà del Comune, adiacente alla Cittadella Politecnica di Torino. Tale area, denominata Ex-Westinghouse, è localizzata tra le vie Nino Bixio e Paolo Borsellino.

Il progetto prevede che il piano terreno sia occupato principalmente da un laboratorio, costituito da un ampio locale a doppia altezza (circa 8 m) dotato di carroponte, in cui sarà possibile installare e testare sistemi di produzione energetica di piccola taglia. Tali sistemi saranno collegabili ad accumuli termici ed elettrici in loco, e quindi a collettori fluidici e a quadri elettrici che ne consentiranno l’inserimento nelle reti dell’edificio e l’assunzione dei relativi carichi. Allo stesso piano trovano collocazione un locale accoglienza, una sala conferenze e, negli spazi di circolazione, zone in cui è possibile l’esposizione di prodotti.

I piani superiori dovrebbero essere dedicati in parte a uffici, a servizio degli stessi laboratori e dei centri di studio e ricerca collocati nel Centro, in parte a “uffici informatici”, strettamente connessi ai sistemi di test, prevalentemente dedicati all’utilizzo razionale e al controllo dell’energia (smart grid, illuminazione artificiale, domotica, monitoraggio energetico e ambientale).

La copertura dell’edificio ospiterà un test site all’aperto.

 

MODELLO DI GESTIONEPosto che superata una fase di avvio (scala temporale: 3 esercizi) l’EC deve basarsi su un modello di business che garantisca la piena sostenibilità senza ricorso a contributi/erogazioni annuali a fondo perduto, pare necessario che i canoni di locazione debbano rappresentare la principale fonte di copertura dei costi di funzionamento. Il modello di business dovrà comunque prevedere una rotazione delle realtà locatarie nel tempo. Altre fonti di attivo sono rappresentate da servizi erogati, fondi strutturali o dall’attrazione di fondi competitivi (principalmente europei).

 

La Città di Torino, quale beneficiaria del contributo di cui al “finanziamento di interventi di riqualificazione di aree dismesse” nell’ambito dell’attività III.2.1 del POR FESR 2007-2013 della Regione Piemonte, si è assunta ogni onere derivante dalla realizzazione dell’intervento, nel rispetto delle tempistiche e delle condizioni stabilite dall’accesso al finanziamento.

 

In queste settimane insieme a : Politecnico di Torino, L’Università degli Studi di Torino, L’Environment Park, Torino Wireless, la Regione Piemonte, IREN, JRC, … si procederà alla condivisione degli aspetti inerenti la governance dell’EC.

 

Fonti Finanziamento E.C.:

 

Fondi regionali FESR cofinanziati da Compagnia di san Paolo e Fondazione CRT

REGIONE                                            € 14.000.000

COMPAGNIA SAN PAOLO                  €   4.000.000

FONDAZIONE CRT                              €   1.000.000

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *