• Csi Piemonte: la crisi del settore informatico arriva in Comune

    On: 3 dicembre 2012
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    Il vicesindaco Tom Dealessandri ed Enzo Lavolta, presidente della commissione lavoro, hanno ricevuto una folta delegazione di rappresentanze sindacali unitarie del Consorzio Sistema Informativo Piemonte (Csi) e di aziende del settore informatico fornitrici del Csi, come la I zone.
    Il Csi è un consorzio con partecipazione del Comune e della Regione Piemonte, che sono anche importanti clienti del consorzio stesso.
    I sindacalisti sollecitavano chiarimenti in ordine alle voci di “ridisegno e razionalizzazione” aziendale, hanno detto, e rassicurazioni relative alla tendenza in atto da tempo: perdita di fatturato e di posti di lavoro.
    Il fenomeno, è stato detto, vede una riduzione del fatturato e degli occupati, anche a causa dei tagli di commesse alle aziende fornitrici di servizi.
    Nell’incontro, avvenuto a 24 ore dallo sciopero e dalla manifestazione del Csi nelle vie del centro, sono state discusse le strategie per invertire la tendenza in atto che, secondo Dealessandri, poterebbe portare alla perdita, nel prossimo anno, di un altro centinaio di posti dopo i circa 150 già persi dall’inizio della crisi.
    Secondo Dealessandri occorre muoversi per creare cluster di aziende, ossia concentrazioni su base geografica di aziende che operano in modo interdipendente in settori in cui, per competenze tecnologiche o commerciali, sono complementari. I vantaggi sarebbero la possibilità di ottimizzare gli investimenti nello sviluppo dei prodotti, nella ricerca , nell’esplorazione di nuovi mercati.
    Esiste infatti il pericolo concreto di vedere entrare sul territorio piemontese colossi dell’informatica in grado di abbattere i costi e togliere mercato anche ad una azienda delle dimensioni di Csi.
    Alle domande sull’esistenza di un piano di rientro del debito di 50 milioni di euro accumulato dal Comune nei confronti di Csi, Dealessandri ha spiegato che l’Amministrazione sta rimodulando le sue richieste di servizi commisurandole alle possibilità del proprio bilancio per non aumentare il debito e che il rientro sarà comunque molto graduale.

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  • Le Smart Cities dell’Anci a TORINO

    On: 23 febbraio 2012
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    Cos’è una città smart? È una città che rifonda il suo sistema produttivo sulle smart grids – le reti tecnologiche -, condivide le sue scelte con i cittadini per costruire una “democrazia della sostenibilità”, riduce le sue emissioni attraverso scelte amministrative e stimolando un cambio di mentalità. Reingegnerizza i suoi sistemi per consumare meno e far fronte alla carenza di risorse economiche. Una smart city è una rivoluzione culturale, che ha nelle amministrazioni locali gli attori di una messinscena globale con l’obiettivo di un minore impatto ambientale a parità di attività umane. È una vera azione “glocal”, un nuovo atteggiamento culturale globale che si applica localmente.

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  • 2001 GRAZIE

    On: 20 maggio 2011
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    Care amiche, cari amici,

     

    il week end elettorale di domenica e lunedì è stato straordinario!

    Devo ringraziare tutti quanti Voi per il grande sostegno che ho ricevuto: con 2.001 preferenze sono stato il secondo candidato più votato del Partito Democratico.

    Credo sia per me una grande responsabilità politica, ma non posso che essere grato per questo risultato ai tantissimi che si sono mobilitati volantinando, imbustando, parlando di me con i loro conoscenti, accompagnandomi durante i molti comizi e incontri ai quali ho partecipato.

    Oggi abbiamo una sfida molto più importante: portare Torino, la nostra città, ad affrontare le sfide di una nuova economia e modello di società che il progresso ci impone di costruire, continuando e migliorando il lavoro svolto in questi ultimi anni dalla amministrazione uscente: l’amministrazione Chiamparino.

    Siamo arrivati fin qui perché Piero FASSINO ha saputo ascoltare la città in tutte la sue articolazioni e si è reso accessibile a tutte le persone nell’interesse unico di Torino. Un fenomeno che ha scatenato un circolo virtuoso a valanga. Questo è il segreto del suo successo.

    Oggi la nostra sfida non è solo quella di amministrare, ma saper parlare a tutta la Città, a tutte le categorie che la compongono, compresi coloro che hanno dato la loro preferenza ai nostri avversari. Essere l’amministrazione di tutti i Torinesi.

    Dobbiamo dire delle cose semplici e chiare: Piero FASSINO è un Sindaco che lavorerà nel solo interesse di Torino per favorire lo sviluppo economico unito alla ripresa occupazionale, per potenziare i servizi e renderli coerenti con i tempi, i ritmi e i bisogni sociali di una città in continua trasformazione, per garantire massima attenzione nella lotta alla grande e piccola criminalità, per promuovere merito e trasparenza nell’amministrazione.

    La nostra città è il cuore del sistema produttivo, della ricerca, dei servizi e della tecnica che più è immerso nella modernità globale. È Torino che possiede le principali porte sull’ Europa Occidentale. Una città intesa non secondo la logica della sua circoscrizione ma secondo quella della sue funzioni che ne facciano uno snodo delle reti globali.

    Adesso dobbiamo esclusivamente concentrarci sul governo della nostra Città e grazie alla nostra capacità di saper fare sistema e di essere uniti nel trovare soluzioni ai problemi, Torino è in grado di cogliere le opportunità e le sfide alle quali è chiamata a rispondere.

    Grazie a tutti!

    Enzo LAVOLTA

    Ps: questa mailing list non arriva di sicuro a tutte le persone che mi hanno supportato in questa campagna elettorale, quindi vi prego di inoltrarla ai vostri amici che sapete mi hanno sostenuto.

     

     

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  • Lettera del prof. Francesco TUCCARI

    On: 8 maggio 2011
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    Francesco Tuccari è professore ordinario di Storia delle dot-trine politiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'U-niversità di Torino. E' Direttore del Dipartimento di Studi Politici.

    Care amiche e cari amici,

    come sapete ho sempre esercitato il mio ruolo di studioso e docente universitario con passione intellettuale e civile. Con questo spirito l’anno scorso, in una fase di grave crisi della democrazia e delle istituzioni (purtroppo tuttora perdurante), ho scelto di accettare la proposta di candidarmi come indipendente alle elezioni regionali, nello schieramento di centro sinistra, scegliendo di mettere al servizio dell’inte¬resse generale le mie competenze.
    Devo ammettere che quella è stata un’esperienza importante dal punto di vista umano e intellettuale. Un’esperienza che, anche se non sono stato eletto, mi ha segnato assai positivamente. Dopo di allora ho quindi continuato (e continuerò insieme a un gruppo di amici) a mettere a disposizione il mio contributo per tentare di ren-dere questo Paese un po’ migliore, per quello che posso fare.

     

     

    A questo proposito, vorrei ricordarvi che sono ormai im-minenti le elezioni amministrative del 15-16 maggio della Città di Torino. Saremo chiamati a eleggere un nuovo sindaco e a rinnovare il Consiglio Comunale e le 10 Circoscrizioni cittadine.

    Vorrei pertanto invitarvi a votare per Piero Fassino e per il centro sinistra.

    Con queste elezioni il centro sinistra ha la possibilità di continuare a governare per chiudere un ciclo iniziato nel lontano 1993, che ha portato a una radicale trasformazione della nostra città. Inoltre la consultazione amministrativa si tinge di rilevanti significati nazionali in questo fase di acuta crisi sociale, economica e politica.

    Credo anche che questo sia un momento importante per im-porre un rinnovamento generazionale e politico all’amministrazione della nostra Città e per far emergere, accanto alle fondamentali ri-sorse dell’esperienza, una nuova generazione di politici attenti al bene comune e capaci di portare una ventata di rinnovamento nel dibattito politico.

    In questa prospettiva, vorrei invitarvi a votare per il Consiglio comunale un giovane, Enzo Lavolta (32 anni), candidato nelle liste del Pd.

    Ho potuto conoscere e frequentare Enzo Lavolta durante la campagna elettorale (è il coordinatore del gruppo che ha scritto il programma di Piero Fassino): è un giovane brillante, preparato e capace, che unisce l’impegno pubblico all’attività professionale (è consulente del lavoro) e che ai miei occhi incarna al meglio la pas-sione per la politica coniugata alla competenza.

    Ho apprezzato la storia umana e politica di Lavolta (di cui po-tete trovare traccia sul suo blog http://www.enzolavolta.it), la sua battaglia al fianco delle vittime della Thyssen, il modo in cui ha svolto il ruolo di Presidente della Commissione lavoro del Consiglio Comunale, la sua attenzione per le tematiche della cultura, dell’internazionalizzazione, dell’associazionismo.

    Sono sicuro che Lavolta, uno dei pochi consiglieri presenti al 98% delle sedute nei 5 anni passati in Consiglio comunale, svolge-rà al meglio il proprio ruolo e invito tutti voi a votarlo, come farò io.

    Vi chiedo quindi da qui al 15-16 maggio di convincere pa-renti, amici e conoscenti residenti nella nostra Città a scrivere sulla scheda azzurra accanto al simbolo del Partito Democratico il nome Enzo Lavolta.

    Con amicizia
    Francesco Tuccari

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  • Torino2020 experience

    On: 6 maggio 2011
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  • ECO delle ELEZIONI

    On: 5 maggio 2011
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    Ho scelto di condividere con chi mi sostiene in questa campagna elettorale un uso responsabile e cosciente dei materiali e dei mezzi solitamente utilizzati per ottenere il voto di preferenza.

    Ho scelto la stampa del materiale propagandistico su carta ecologica e/o riciclata;
    Ho scelto di utilizzare in maniera corretta gli spazi affissionali contro l’attacchinaggio selvaggio;
    Ho scelto di riciclare, al termine della campagna elettorale, tutto il materiale cartaceo non utilizzato;

    Ho scelto di predisporre all’interno del comitato un sistema efficiente di raccolta differenziata.

    Sono convinto che l’impegno in questo senso, di tutti ed in particolare di chi come me si che si propone quale rappresentante pubblico, sia fondamentale per diffondere i principi e le pratiche dello sviluppo sostenibile.

    L’obiettivo più generale è la diffusione di una cultura ambientale ed una conoscenza di base sugli “strumenti di sostenibilità” utili per intraprendere percorsi ambientali sostenibili: in altri termini gli obiettivi di tutela ambientale sono anche occasioni consapevoli per azioni di sviluppo sociale ed economico.

    Enzo Lavolta

     

     

    ECO OFFSET

    Un prodotto Eco Offset differisce da uno stampato tradizionale per una serie di varianti ecologiche nel ciclo di produzione. 

    Per la sua realizzazione si utilizzano infatti impianti alimentati da energia rinnovabile, si privilegiano carte riciclatee/o certificate e si scelgono inchiostri e solventi meno inquinanti.

    E’ stata inoltre introdotta una politica diriduzione degli sprechi e degli scarti. Gliimballi tradizionali sono sostituiti con quelli riciclati e la consegna è effettuata con mezzi ecologici.

    Si cerca infine di evitare le lavorazioni più nocive e, in caso questo non sia possibile, il processo è caratterizzato da un monitoraggio continuo che riduce al minimo i danni per l’ambiente.

    I prodotti Eco Offset hanno quindi un impatto ambientale notevolmente ridotto rispetto ai medesimi realizzati con un ciclo di produzione tradizionale e l’applicazione di tutti questi accorgimenti da parte di Gam Edit rende Eco Offset la sua intera linea di prodotti.

     

     

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  • Primo Maggio, si allarga il fronte del no

    On: 27 aprile 2011
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    Concedere la possibilità di aprire negozi, centri commerciali in Città il prossimo primo maggio ha suscitato un dibattito che rischia di essere sterile, soprattutto agli occhi di una generazione, la mia, cresciuta nel precariato e che nel settore del commercio in modo particolare è caratterizzato da una forte presenza femminile ed anche per questo meritevole di maggior attenzione.

    Il 1° Maggio evoca l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale da parte dei lavoratori; nessuno di questi traguardi è stato raggiunto senza una interlocuzione tra la politica e le rappresentanze sociali. 

    Come già avvenuto nel 2007, purtroppo il primo maggio è per me l’occasione per denunciare a Torino una sperimentazione relativa alle aperture domenicali e festive non concertata e non basata su un’analisi dei dati, che così mortifica esercenti e lavoratori a differenza di altre Città Turistiche che hanno avuto la capacità di definire intese territoriali.

    Sarebbe utile che questo dibattito diventasse l’opportunità per definire un patto con le associazioni dei commercianti.

    Un patto capace di offrire risposte adeguate a tutti i soggetti sociali chiamati a sostenere l’economia del nostro territorio:

    ai commercianti, garantendo la necessaria flessibilità dell’orario commerciale per meglio rispondere alle esigenze della clientela e, in un periodo di crisi di consumi, come quello che stiamo vivendo, garantirne i livelli di fatturato.

    ai turisti che oggi rappresentano un significativo volano di sviluppo per la Città la cui attrattività deriva principalmente dalla straordinaria offerta culturale che la caratterizza.

    ai lavoratori dipendenti e titolari delle attività commerciali garantendo loro in termini inderogabili il diritto di festeggiare, chiudendo l’attività il giorno del 1 maggio anche quando coincide con eventi straordinari come accade quest’anno.

    Per fare tutto ciò è necessario riproporre una politica capace di definire regole chiare ,di riconoscere consapevolmente le rappresentanze, le loro esigenze e che sia forte nel definire le priorità valoriali della comunità che rappresenta.

    Io il prossimo 1° maggio andrò in piazza con i lavoratori e i commercianti.

    Enzo Lavolta

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  • con Piero Fassino Sindaco

    On: 25 aprile 2011
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    LA STAMPA – 10-01-2011, TORINO, pag.56

    Enzo Lavolta, coordinatore del programma

    ”Io, trentenne con Fassino Contano le idee, non l’eta”

     

    «Io non sono un rottamatore. Sono un costruttore. L’eta’ dei candidati non mi interessa. Quel che conta e’ l’innovazione della proposta politica».  ENZOLAVOLTA, 32 anni, e’ uno dei giovani in rampa di lancio nel Pd torinese. Presidente della commissione Lavoro di Palazzo Civico, e indicato mesi fa come uno dei possibili successori di Chiamparino, sara’ il coordinatore del programma di Fassino. Un trentenne a fianco del candidato meno giovane? «Ho accettato di dare il mio contributo perche’ credo nei programmi, meno nei simboli. E sono convinto che si possa dar vita a un progetto innovativo per la citta’». Come coordinera’ operativamente i «saggi» chiamati a collaborare con l’ex segretario Ds? «Sottoporro’ un decalogo di priorita’ che, a mio avviso, necessitano di un’innovazione delle politiche finora perseguite. Se il centro sinistra vuole vincere la sfida del futuro deve osare, non limitarsi a difendere cio’ che si e’ realizzato». Faccia un esempio. «I giovani. Oggi uno su quattro, tra 20 e 30 anni, e’ in cerca di occupazione e tra gli occupati il contratto di lavoro e’ quasi sempre temporaneo, spesso con competenze e professionalita’ non riconosciute. Dev’essere la priorita’ assoluta: ai giovani e’ impedito di progettare un futuro; certi pensionati vivono ancora garantiti nella societa’ pre-globale». La citta’ ha competenze dirette in materia? «Il Comune non puo’ contribuire alla precarizzazione del lavoro con bandi per l’erogazione di servizi la cui base d’asta non consente di coprire il reale costo del lavoro. Deve farsi promotore di un’inversione di tendenza. E poi, penso a una citta’ capace di valorizzare creativita’ e innovazione, esaltare le individualita’ e il lavoro di rete: 10 ingegneri in gruppo progettano come se fossero 100; da soli progettano per quanti sono». Innovare vuole dire aprirsi. «E infatti l‘internazionalizzazione e’ un capitolo fondamentale. In questi anni si sono sviluppate le nostre eccellenze, ci siamo aperti al mondo. Non si e’ ancora fatto abbastanza, e’ una strada da rafforzare. Torino deve diventare uno dei crocevia che contano, capace di attrarre scienziati, intellettuali, designer, creativi. Dobbiamo essere ”una serra di idee”. In questa direzione vanno la rete Wi-fi pubblica e il processo di informatizzazione dei servizi del Comune». Con quali fondi? Ancora oneri di urbanizzazione? «Le trasformazioni ancora in atto (spina 3 e 4) andranno completate, e la crisi che dell’edilizia ci chiede di pensare allo sviluppo urbanistico con strategie di lungo periodo, oltre la necessita’ contingente di colmare gli ultimi ”vuoti” all’interno della citta’. C’e’ l’opportunita’ di riequilibrare lo sviluppo edilizio, quasi esclusivamente residenziale, dell’ultimo periodo per costruire spazi urbani in grado di attrarre imprenditori».

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  • La Repubblica 03/02/2011 Riconquistiamo le periferie

    On: 25 aprile 2011
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  • 25 APRILE

    On: 25 aprile 2011
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