• AREE GIOCHI ACCESSIBILI AI DISABILI

    On: 16 febbraio 2016
    In: Agenda, Articoli, blog, rassegna stampa, SmartCity, Verde
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    Le due nuove aree gioco sono state inaugurate questa mattina dall’assessore all’Innovazione e all’Ambiente Enzo Lavolta, in margine all’inaugurazione dei nuovi spazi espositivi del Museo A come Ambiente di corso Umbria 60, alla presenza del presidente del MAcA Agostino Re Rebaudengo e del direttore del museo Paolo Legato.

    Le aree sono poste dietro al Museo, nell’area Michelin e sull’area “Mortara Basso” a fianco della tettoia dell’ex acciaieria Vitali. Il progetto e la direzione lavori sono stati seguiti dal Servizio Grandi Opere del Verde, nell’ambito delle opere di Manutenzione Straordinaria del Parco Dora – Spina 3.

    I giochi hanno la caratteristica comune di essere in parte accessibili ai disabili. L’area dell’ex Michelin è di circa 500 metri quadrati, di cui oltre la metà in gomma antishock colorata, e offre sette giochi diversi per bambini a partire dai 3 anni. L’area ha anche una funzione educativa per la raccolta differenziata: sono evidenziati da cartelli e colori diversi quattro percorsi sulla pavimentazione che conducono a un cestone a comparti per vetro, carta, plastica e indifferenziato. Sono stati piantati alcuni nuovi alberi e sono disponibili 8 panchine in legno.

    L’area di corso Mortara è anch’essa di 500 metri quadrati, di cui 280 in gomma antishock. Sette i giochi presenti per bambini da 4 a 12 anni. Sette anche le panchine, con alcuni nuovi alberi tra interno e perimetro del parco.

    “Giocare all’aperto è un diritto di tutti e tutti devono poter accedere alle aree giochi della città.
    La mozione approvata dal Consiglio Comunale di Torino all’unanimità impegnava la Città a rendere inclusive e accessibili ai bambini e alle bambine con disabilità le nuove aree giochi.
    Oggi abbiamo concretamente dato seguito all’indirizzo del Consiglio Comunale di Torino, qui al Parco Dora.”

    15-02-2016 12alle12.it-Due aree gioco al Parco Dora

    15-02-2016 TorinoToday-Due nuove aree gioco per il parco Dora_Saranno, in parte, accessibili ai disabili

    16-02-2016 GiornaleDelPiemonte-Il Parco Dora adesso ha due nuove aree dedicate ai bambini

    16-02-2016 TorinoCronacaQui-Il Parco Dora è a misura di bambino

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  • Incentivi per chi va al lavoro in bicicletta

    On: 11 febbraio 2016
    In: Articoli, blog, rassegna stampa, SmartCity
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    Il Comune pagherà un incentivo a chi va a lavorare in bicicletta

    Potrebbe presto diventare realtà per tutti quei torinesi che sceglieranno di abbandonare l’auto per muoversi da casa a lavoro e ritorno: il Comune sta infatti mettendo a punto il progetto di un incentivo green basato sul modello già in uso in Francia, dove i cittadini che fanno la scelta delle due ruote vengono premiati con un’indennità di 25 centesimi al chilometro.

    Lavolta e il suo omologo milanese, Pierfrancesco Maran, stanno lavorando assieme a un piano da presentare al ministero dell’Ambiente per concorrere al bando nazionale sugli incentivi antismog: 35 milioni di euro che il ministro Galletti ha deciso di stanziare con l’obbiettivo di promuovere su tutto il territorio nazionale iniziative di promozione della mobilità sostembile. Milano e Torino si sono alleate e puntano a incassare il finanziamento per il “bici-incentivo”.

    Come funzionerà? “Stiamo ancora lavorando ai dettagli del progetto – chiarisce Lavolta, che ha già incontrato nei giorni scorsi il collega milanese Maran per definire insieme il piano. Per prima cosa stiamo contattando i mobility manager delle principali aziende nazionali e locali presenti sul nostro territorio: con loro metteremo a punto un sistema per calcolare e validare il tragitto percorso dai dipendenti da casa a lavoro e ritorno”. Una volta certificato il chilometraggio, attraverso una app sul telefonino collegata direttamente al sistema aziendale, si potrà incassare, magari insieme alla busta paga, l’incentivo chilometrico, che in Francia è di 25 centesimi, ma che in questo caso è ancora da definire. Un esempio di che cosa vorrà dire in soldoni sonanti: un dipendente comunale che tutti i giorni va e torna da casa sua, in piazza Galimberti, al lavoro, in piazza Palazzo di Città, percorre 10,2 chilometri al giorno; tragitto che, nel caso in cui si decidesse di applicare il sistema francese, potrebbe arrivare a fruttare 535 euro all’anno. Un bei gruzzolo che certo spingerebbe molti ad andare a ingrossare le file dei ciclisti. “Con un beneficio evidente sia per l’ambiente – fa notare l’assessore Lavolta – sia per i cittadini virtuosi che sarebbero premiati con un riconoscimento economico”. Prima che il sistema possa entrare in funzione ci saranno alcuni passi da compiere. Gli assessorati di Torino e Milano ci stanno già lavorando. Innanzitutto, chiarisce Lavolta, “stiamo costruendo l’infrastruttura, in un progetto che vede coinvolti, oltre alle aziende interessate, anche il Politecnico, l’Università e 5T”. Sarà creato un software aperto e una applicazione per smartphone che consentano di calcolare e validare il percorso casa-lavoro in bici: per fare questo sarà bandito un concorso pubblico. Passo successivo alla creazione del sistema, la partecipazione al bando nazionale per ottenere una parte dei 35 milioni di euro messi in palio per promuovere la mobilità sostenibile. “Ci sono tutte le condizioni – conclude Lavolta – perché Torino e Milano ottengano la possibilità di sperimentare per la prima volta in Italia il bici-incentivo”.

    da Repubblica del 11 febbraio 2016

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  • INNOVA.TO-PLACE MARKETING AWARD 2016

    On: 9 febbraio 2016
    In: Comunicati Stampa, rassegna stampa, SmartCity
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    Torino ancora una volta modello di innovazione

    Dopo essere stata inserita tra le nove città finaliste come Capitale europea dell’Innovazione 2016, Torino ottiene un altro importante riconoscimento: l’Institut de Management Public et Gouvernance Territoriale dell’Università di Aix-Marsiglia ha infatti assegnato il Place Marketing Award 2016 al progetto Innova.TO.
    Si tratta di un premio internazionale giunto alla terza edizione e che viene assegnato da giornalisti esperti e professionisti alle migliori pratiche a livello mondiale nel campo dell’innovazione.
    Innova.TO è una competizione virtuosa adottata all’interno dell’organizzazione comunale, su proposta ed ideazione di Michele Fatibene e Fabrizio Barbiero. Coinvolge i dipendenti della Città di Torino nello sviluppo di progetti volti a contribuire a migliorare le performance dell’Amministrazione Comunale attraverso la riduzione degli sprechi e la valorizzazione delle risorse. Si tratta di un disegno volto a valorizzare processi ed idee innovative trasformandole in nuovi servizi, prodotti, soluzioni in grado di creare al contempo vantaggi economici e sociali.
    I primi 10 progetti sono oggi in fase di implementazione e attuazione, con il diretto coinvolgimento dei dipendenti e dei settori dell’amministrazione interessati.
    E questo approccio di open innovation adottato anche all’interno della Pubblica Amministrazione ha destato l’interesse della competente commissione esaminatrice che ha così deciso di premiare Innova.TO nella categoria “valorizzazione e facilitazione di processi e strumenti di collaborazione”.
    “L’idea torinese di innovazione è un sistema aperto, nel quale le nuove tecnologie assolvono a una parte delle possibilità. C’è infatti una vasta opera di rinnovamento partecipato delle procedure, degli strumenti, dei servizi, delle forme sociali di interazione, che si chiama open innovation. Torino è attraversata da questo vento di rinnovamento e il riconoscimento al progetto Innova.TO è rivolto a un’intera città che sta cambiando pelle grazie alle buone idee dei suoi cittadini”, ha dichiarato il sindaco Piero Fassino
    “Questo riconoscimento internazionale ad Innova.TO – dichiara l’Assessore all’Innovazione della città di Torino Enzo Lavolta – è una ulteriore dimostrazione e testimonianza di come l’Amministrazione abbia al proprio interno la competenza, la capacità e la determinazione nel disegnare strategie, come già fortemente emerso in occasione della candidatura a capitale europea dell’Innovazione”.
    “I dipendenti comunali rappresentano una risorsa molto preziosa. Questo – sottolinea l’assessore al Personale, Gianguido Passoni – non solo per il semplice fatto che, senza il loro lavoro, i cittadini non potrebbero fruire di tantissimi servizi, ma anche e soprattutto perché con le loro idee, il bagaglio di conoscenze, l’esperienza maturata e le capacità acquisite nel tempo, essi possono contribuire in maniera importante a rendere più efficienti ed efficaci i servizi dove quotidianamente sono impegnati. Attraverso InnovaTO, abbiamo pensato di dare ai nostri dipendenti l’opportunità di estrarre dal cassetto e tradurre in proposta quella giusta intuizione, capace di cambiare, migliorandolo, il modo di lavorare”.
    In occasione della premiazione ufficiale, che si terrà presso il Congress Centre of Aix en Provence il 9 marzo prossimo, saranno riconosciute altre importanti realtà come Barcellona, Seul, l’università statunitense di Saint Joseph e l’amministrazione di Vienna.

    Comunicato stampa del 08/02/2016

    08-02-2016 TorinoClick-Premio internazionale per Innova.TO

    08-02-2016 QuotidianoPiemontese-Il progetto Innova.TO

    09-01-2016 GiornaleDelPiemonte-Premiata rinnovazione dei dipendenti comunali

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  • Il “toret” diventa intelligente 

    On: 29 gennaio 2016
    In: Agenda, Articoli, Attività Amministrativa, rassegna stampa, SmartCity
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    Puntando lo smartphone sulle fontanelle il simbolo di Torino fornirà informazioni

    EMANUELA MINUCCI – LA STAMPA TORINO

     

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    Erano già nel cuore dei torinesi. D’ora in poi lo saranno ancora di più. Perchè se alla fontanelle torinesi sembrava mancare la parola, da oggi i 719 «toret» avranno anche quella. Grazie alla collaborazione fra Comune, e Associazione «I Love Toret» puntandogli di fronte lo smartphone, le iconiche fontanelle potranno fornire al passante-turista informazioni sulla città e pure salutarlo chiamandolo per nome. Il principio è semplice: utilizzare i toret come nuovo canale di comunicazione, trasformando ogni fontana in un «hot spot» per veicolare, in forma gratuita contenuti geolocalizzati e personalizzati: dalla storia del quartiere a quella dei monumenti più significativi della zona; dai dati sulla qualità dell’acqua emessa dalla fontanella a iniziative di carattere culturale presenti nel circondario.
    «Arricchire gli elementi già presenti nella nostra quotidianità con nuove funzionalità, grazie a tecnologie facilmente accessibili ai cittadini e non impattanti, è una modalità per rendere smart la nostra città che si inserisce a pieno titolo nel progetto Torino Smart City» spiega l’assessore all’Innovazione e all’Ambiente della Città di Torino Enzo Lavolta. Torino è l’unica città al mondo ad avere una rete così estesa di fontane pubbliche altamente riconoscibili e iconiche e questo progetto la pone nuovamente all’avanguardia in Europa dal momento che è tra le prime città a dotarsi di una sperimentazione di marketing territoriale e
    turistico di questo genere.

    28-01-2016 TorinoClick-Il toret ora è intelligente

    29-01-2016 CorriereDella Sera-Adotta una fontana_Il progetto di Torino per preservare i Toret

    29-01-2016 GiornaleDelPiemonte-I Toret si trasformano in ciceroni

     

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  • Il ciclo integrato dei rifiuti si impara giocando

    On: 27 gennaio 2016
    In: Agenda, Articoli, Attività Amministrativa, rassegna stampa, SmartCity
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    È il gioco a far da filo conduttore al Progetto Scuole, l’iniziativa presentata da Trm con la quale la società offre alle scuole un valido supporto didattico all’educazione ambientale attraverso percorsi formativi che presentano il ciclo integrato dei rifiuti e il ruolo del termovalorizzatore.
    Concepite per facilitare la partecipazione attiva e diretta degli studenti favorendone così il coinvolgimento e l’apprendimento, le attività sono rivolte a bambini e ragazzi tra i 6 e i 13 anni di età.
    “TRM ha da sempre avviato iniziative per instaurare un dialogo con i diversi interlocutori come base per la costruzione di un rapporto di fiducia – ha affermato Bruno Torresin, presidente di TRM. Ci stiamo concentrando sulle nuove generazioni e tutto il mondo della scuola e l’abbiamo fatto investendo su un progetto innovativo.”
    “Fin dall’avvio dell’impianto la richiesta di visita da parte delle scuole è cresciuta in maniera significativa – ha proseguito Mauro Pergetti, amministratore delegato di TRM – . Abbiamo quindi deciso di rivolgerci a professionisti sia nell’ambito della didattica che tra gli allestitori per proporre un’esperienza non solo formativa, ma anche allegra e confortevole.“
    Le attività si svolgono infatti in alcuni spazi specificatamente dedicati situati sia al piano terra del Centro Direzionale, sia lungo il percorso di visita dell’impianto stesso.
    La richiesta di partecipazione al Progetto Scuole può essere effettuata compilando il form sul sito internet nella sezione visite guidate prenotazione scuole o inviando una e-mail all’indirizzo visiteguidate@trm.to.it o telefonando ai numeri 011/3013751 – 712. Una volta ricevuta la richiesta TRM provvederà a ricontattare l’insegnante per concordare la data di visita e fornire i dettagli organizzativi. La visita è gratuita e dura circa 2 ore e mezza.

    Maggiori informazioni sul sito

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    28-01-2016 TorinoCronacaQui-Gli studenti vanno in gita all`inceneritore

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  • Torino Esposizioni, firmato il Protocollo d’Intesa

    On: 25 gennaio 2016
    In: Attività Amministrativa, importante, rassegna stampa, SmartCity
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    Il Ministro Stefania Giannini, il Sindaco Piero Fassino e il Rettore del Politecnico Marco Gilli hanno firmato questa mattina al termine della cerimonia per l’avvio dell’anno accademico del Poli – il 156°dalla fondazione della Scuola di applicazione per gli ingegneri di Torino – il protocollo d’intesa “per il recupero e la rifunzionalizzazione” di Torino Esposizioni, il complesso progettato da Ettore Sottsass e Pier Luigi Nervi.
    L’obiettivo è di realizzare uno spazio pubblico e culturale in grado di integrare attività di formazione e ricerca avanzata nel campo dell’architettura, della pianificazione e del design, integrato dalla presenza di un nuovo ed evoluto modello di Biblioteca Civica. Il Campus è concepito come uno spazio aperto alla Città e alla molteplicità dei suoi fruitori: cittadini, turisti, giovani, anziani, studenti e famiglie. Un luogo in cui la sperimentazione dei nuovi modi di vita, della comunicazione, della mobilità e dei servizi sia tangibile e fruibile da tutti.

    “Non la solita dichiarazione di intenti e poi si vedrà – ha spiegato il Ministro, ma un preciso progetto che mira a riqualificare la zona”. La Giannini, che ha assicurato l’impegno del Ministero e di tutto il Governo “a far sì che questa Città possa diventare un esempio di come il collegamento strutturale tra l’Amministrazione Centrale e le amministrazioni locali con gli Atenei, che naturalmente ne sono protagonisti, diventi la chiave semplice, ma non sempre ovvia, non sempre scontata di soluzione dei problemi”.

    “Sarà anche un veicolo incredibile per poter attrarre più studenti internazionali nella nostra scuola di Architettura – ha sottolineato il Rettore del Politecnico Marco Gilli – Un progetto che valorizza due delle opere più belle dello scorso secolo e che va nel senso di una profonda integrazione della Città con gli Atenei: il modello di un po’ tutte le Città Universitarie.

    “Una cooperazione costruita in modo sempre più forte e intenso – spiega il Sindaco Piero Fassino – Sono in questa direzione una serie di scelte che sono state fatte volte ad ampliare gli spazi a disposizione del Politecnico e a crearne contenuti. Penso all’Energy Center o alla realizzazione dell’ incubatore delle tecnologie sanitarie al Moi. Così come è parte di una strategia il supportare e sostenere la struttura di servizio a disposizione della popolazione studentesca e di tutti coloro che ruotano nella loro attività intorno all’università: mi riferisco agli interventi per far crescere l’offerta di residenzialità, migliorare la qualità della vita e rendere l’ attrattività della città ancora più forte.”

    “L’Amministrazione Comunale di Torino ha avuto una buona intuizione cinque anni fa quando ha pensato che Torino Città Universitaria fosse un asset strategico su cui puntare – commenta l’Assessora alle Politiche educative Maria Grazia Pellerino – . Gli iscritti ai nostri atenei stanno aumentando: abbiamo quintuplicato gli studenti stranierei e aumentato di dieci volte fuori sede. Presenti in moltissime sedi come un campus diffuso gli Atenei hanno contribuito a trasformare la città rendendo nuovamente produttive, spazi di ricerca e innovazione, aree che erano stati dismesse .”

    “Tra questi l’Energy Center, centro a sostegno dell’innovazione in campo energetico-ambientale in grado di coniugare ricerca e sviluppo, formazione e spin off verso le imprese e le pubbliche amministrazioni – ricorda l’Assessore allo Sviluppo e Innovazione Enzo Lavolta – Tale struttura, concepita come un vero e proprio Distretto tecnologico, punto d‘incontro e confronto tra mondo accademico, ambiente di ricerca e Sistema imprenditoriale, trae origine dal concetto di “Innovation cluster”.

    “I grandi progetti di trasformazione urbana passano dalla relazione con l’Università e il Politecnico – conclude l’Assessore all’Urbanistica Stefano Lo Russo – . A partire dal raddoppio della Cittadella Politecnica, il grande progetto di Torino Esposizioni con il campus dell’architettura e del design e fino all’’ampliamento del sito TNE a Mirafiori, il Politecnico si conferma essere un player importante nella strategia di sviluppo di Torino già concretamente oggi e di sicuro nei prossimi anni.”

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    da TorinoClick del 25 gennaio 2016


    25-01-2016 AdCulture.it-Firmato il protocollo d’intesa del Polo della cultura e campus dell’architettura e del design

    26-01-2016 GiornaleDelPiemonte-Il Poli continua a crescere e guarda verso Oriente

    26-01-2016 LaStampa-A Torino Esposizioni il campus del Poli

    26-01-2016 TorinoCronacaQui-Il Politecnico inaugura l’anno accademico

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  • CAPITALE EUROPEA DELL’INNOVAZIONE: TORINO TRA LE CITTÀ FINALISTE

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    Torino è una delle nove città finaliste tra le quali sarà scelta la Capitale Europea dell’Innovazione 2016. La Commissione Europea ha comunicato ufficialmente la rosa delle pretendenti, frutto di una selezione tra tutte quelle che hanno presentato la loro candidatura.

    Dopo il successo nel 2014 della prima edizione dell’European Capital of Innovation Award, la Commissione Europea ha infatti lanciato nei mesi scorsi una seconda edizione per celebrare la città europea che sta costruendo il migliore “ecosistema di innovazione”, connettendo abitanti, amministrazioni pubbliche, scuole e imprese, con l’obiettivo di aiutare la città a riuscire al meglio negli sforzi in questa direzione.

    I nove finalisti sono:
    Amsterdam (NL) – per abbracciare un approccio bottom-up basato su crescita intelligente, start-up, vivibilità e innovazione sociale digitale
    Berlino (DE) – per la creazione di un living lab in cui innovative soluzioni Information and Communication Technology possono essere testati
    Eindhoven (NL) – per la combinazione di tecnologia digitale con creatività nella sua strategia di illuminazione intelligente urbana, leader a livello mondiale
    Glasgow (Regno Unito) – per il suo modello di innovazione replicabile sulla base di partenariati tra l’industria, la scienza e le comunit
    Milano (IT) – per aver migliorato l’inclusione sociale e proposto modelli alternativi nella fornitura di servizi pubblici allo scopo di creare maggiori opportunità per l’occupazione
    Oxford (UK) – per condividere apertamente il patrimonio di conoscenze all’interno del suo ecosistema di innovazione di livello mondiale
    Parigi (FR) – per la sua strategia basata su innovazione aperta, connettività e ingegno, che mira a diventare un hub mondiale per start-up
    Torino (IT) – per i suoi modelli di innovazione aperti nel sostenere start-up d’innovazione sociale e la creazione di nuove opportunità di mercato
    Vienna (AT) – per la sua strategia di innovazione basata su nove “Principi viennesi», tra cui l’inclusione, la trasparenza, la parità di genere, l’innovazione e l’apprendimento

    Le città verranno giudicate sia sulla base delle iniziative già effettuate, a partire dal primo gennaio 2012, sia sulla base delle loro idee per migliorare la capacità di innovazione per il futuro. Le tre vincitrici saranno annunciate nel prossimo mese di aprile.

    La città di Torino è stata inserita nella rosa ristretta delle pretendenti in particolare per quell’approccio e quella cultura dell’open innovation che ne sta caratterizzando le politiche di innovazione dell’amministrazione: si parla di processi e strumenti integrati e di collaborazione attraverso una serie mirata di iniziative di innovazione, co-sviluppato dal Comune.

    Si inseriscono quindi in tal senso iniziative come Innova.TO, concorso interno riservato ai dipendenti pubblici per innovare la PA dall’interno, come Torino Social Innovation – FacilitO, un programma di accompagnamento e finanziamento di startup ad impatto sociale, o come Open Incet, il primo centro italiano di “innovazione aperta” dove attori pubblici e privati collaborano insieme per risolvere le sfide sociali.

    Accanto a questi si aggiunga la costante attenzione per diffondere l’uso strategico degli appalti pubblici (public procurement), su cui l’amministrazione si è vista già riconoscere un ruolo di primo piano, grazie a ben tre progetti europei comunitari vinti, e alle nuove forme e modalità di partecipazione, come nel caso del progetto WEGOVNOW, con cui la città ha vinto un bando Horizon2020.

    Si delinea così una strategia che fa principalmente leva sulla conoscenza collaborativa e su un ecosistema locale virtuoso, in cui l’Amministrazione svolge un ruolo fondamentale.

    “Siamo felici di competere con grandi capitali, come Berlino, Parigi, Amsterdam, Vienna nel campo dell’innovazione. Siamo sempre stati convinti che la sostenibilità sia la chiave di volta delle politiche condotte dalla nostra Amministrazione -ha commentato il sindaco, Piero Fassino-. Quello dell’innovazione è un campo di sperimentazione e di idee innovative da parte di imprese e comunità di persone per trovare soluzioni avanzate a vecchi e nuovi problemi: facilitare i servizi pubblici, renderli meno impattanti sull’ambiente, renderli più economici, consumare meno risorse e meno energia, riattivare legami sociali là dove mancano.
    Vogliamo condividere la nostra visione di città aperta a idee e proposte nuove: è questo ciò che anima le esperienze di social innovation che stiamo accompagnando nei nostri quartieri, veri e propri banchi di prova per costruire una città migliore”

    “La possibilità di generare innovazione attraverso processi aperti e inclusivi ha trovato negli ultimi anni terreno fertile nella nostra città. Oggi l’open innovation – dichiara l’assessore all’Innovazione Enzo Lavolta – è diventato un modello per il ruolo che l’Amministrazione ha assunto in questi ultimi anni, capace di generare processi e dinamiche decisamente interessanti anche per lo sviluppo economico del territorio. È quindi importante che tutto questo lavoro sia stato comunque già riconosciuto dalla Commissione Europea, che ci annovera in tal senso tra le città europee più importanti e capaci”.

    21-01-2016 TorinoClick-Capitale europea dell’innovazione_ Torino tra le nove città finaliste

    22-01-2016 GiornaleDelPiemonte-Torino è tra le 9 città europee più innovative

    22-01-2016 LaStampa-Capitale europea dell’innovazione. Nove finaliste, Torino sfida Milano

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  • Una frase di luce per Torino a LED

    On: 12 gennaio 2016
    In: rassegna stampa, SmartCity
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    Scade il 29 gennaio 2016 il bando pubblico per venti frasi originali, lunghe al massimo mille caratteri, che raccontino le emozioni che una sorgente luminosa può trasmettere, il senso di sicurezza e vicinanza che sa comunicare.
    Le migliori venti per originalità, stile, coerenza con le tematiche del contest saranno pubblicate sul sito di TO7 e sottoposte al voto del “popolo del web”.

    Le cinque che otterranno il maggior numero di voti saranno riprodotte su cinque stendardi appesi sotto i portici di piazza San Carlo.

    L’iniziativa si inserisce nell’ambito della campagna di comunicazione “VEDIAMOCI STASERA! Illumina , risparmia, esci”, promossa dalla Città di Torino e Fondazione Torino Smart City, con la collaborazione di IREN, a supporto del passaggio a LED del sistema di illuminazione pubblica della Città e intende coinvolgere i cittadini in questa importante operazione di diffusione della cultura della luce e dell’uso consapevole delle risorse.
    La luce rappresenta, infatti, un elemento fondamentale nella vita quotidiana di tutti e il contest chiede ai cittadini di esprimere il rapporto tra la luce e la città, le emozioni che la luce, nelle sue varie forme, ci trasmette, il modo in cui essa sa influenzare la vita quotidiana.

    Info e Bando su

    http://www.torinoaled.it/contest/

    12-01-2016 NuovaSocietà.it-Una frase di luce per Torino a LED

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  • Nuove luci su Torino

    On: 11 gennaio 2016
    In: importante, rassegna stampa, SmartCity
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    Difficile convivenza quella tra innovazione e abitudine, tra bellezza e funzionalità.
    Le strategie ambientali ricevono spesso l’accusa di deformare il luogo in cui vengono attuate, uno strano paradosso per cui ciò che dovrebbe rendere più sano l’ambiente in cui viviamo lo abbrutirebbe anche senza rimedio.

    Celebri vittime le pale eoliche, ma anche i pannelli solari non sono esenti da critiche (perché la tegola dovrebbe risultare più gradevole alla vista, se non per mera abitudine, rimane ancora un mistero).

    Sul banco degli imputati troviamo adesso l’illuminazione a LED, una misura che investirà gradualmente tutte le città e che in questi mesi sta cambiando il volto di Torino.
    Progetto Torino Led, dentro al più ampio Master Plan SMILE, è stato presentato ufficialmente quasi un anno fa e prevede la sostituzione del 55% delle attuali illuminazioni pubbliche con lampade a LED, per un totale di 55 mila lampioni presenti sul territorio cittadino. Una misura prevista dal Protocollo di Kyoto per la riduzione dei consumi energetici e auspicata dalla Covenant of Mayors, “il patto dei sindaci”, sottoscritto nel 2009 da Torino. Il lavoro di sostituzione, già in atto, dovrebbe concludersi entro giugno 2016, ma si tratterà solo della fine del primo tempo: l’obiettivo è trasformare al 100% l’illuminazione della città.
    Secondo l’assessore all’ambiente Enzo Lavolta non si tratta solo di un «cambiamento strutturale importante, grazie al quale il risparmio energetico sarà evidente già dalle prime accensioni, ma è anche un salto culturale, un cambiamento nelle abitudini che riveste ogni aspetto della nostra esistenza».
    Torino ha in questi anni molto sottolineato il suo impegno verde, senza però che siano mancati i problemi per la Giunta Fassino: l’ultimo quello relativo all’emergenza polveri sottili, mal gestita secondo le critiche, soprattutto del rivale Airaudo, che ha più volte rimbeccato il sindaco per aver attuato misure poco efficaci.
    Per quanto riguarda i LED, il Comune ha organizzato con Iren una vera e propria campagna di pubblicizzazione a tutto spiano (con tanto di contest letterario “Una frase di luce per #TorinoaLED”, pensieri in libertà sulle emozioni suscitate da lampadine e lampioni).

    Secondo i dati aggiornati a dicembre 2015, verrebbero così annualmente evitate 4.147 tonnellate di CO2 e risparmiati quasi due milioni di euro, grazie anche alla maggior durata delle nuove lampadine.

    Secondo Iren «la luce, di colore lievemente più bianco dell’attuale, è più diretta e focalizzata verso il basso offrendo così una maggiore copertura luminosa delle strade e aumentando la percezione di sicurezza per i cittadini che le percorrono».
    Non tutti, però, condividono questo punto di vista. Come spesso accade a novità introdotta, le opinioni si sono divise tra due diversi schieramenti, pronti a far luce sulla vicenda.

    Da una parte i sospiri di coloro che, “com’era verde la mia vallata”, criticano la nuova misura: in testa il nutrizionista Francesco Federico Ferrero, esperto di cibo a tutto tondo (dalla psicoanalisi all’antropologia, passando per il marketing), che si chiede retoricamente chi mai mangerebbe un piatto, per quanto succulento, se illuminato da una luce fredda, fosforescente e aliena.
    L’efficace metafora, non fosse chiaro, allude a una possibile rivalutazione in negativo della città, trasformata di colpo in sala d’aspetto ospedaliera: proprio adesso che il suo fascino discreto l’aveva portata sulle pagine del New York Times. Prevede l’obiezione il poetico Ferrero, il piatto certo non lo si mangerebbe neanche se scarsamente illuminato: in medio stat virtus..
    Dall’altra parte, il partito del “nuovo è meglio”. Fra questi paladini della modernità troviamo l’archistar Massimiliano Fuksas e il presidente del Circolo dei Lettori Luca Beatrice, entrambi senza dubbi: il lampione è da sostituire, anacronistico nel suo scialbo pallore.
    La città contemporanea vive di luci forti, le altre sanno di vecchio (a proposito di come cambia Torino, fra pochi giorni verranno discussi i progetti sulla nuova Città della Salute che si articolerà proprio intorno al grattacielo di Fuksas, in cui prima o poi la Regione prenderà la residenza).

    Nonostante ciò, in alcune zone del centro si manterranno le vecchie luci tradizionali: in pratica ad alcuni cittadini toccherà passeggiare alla luce di una sala operatoria, altri potranno utilizzare ancora il vecchio abat-jour, scrivono i critici.
    Colpite dalla nuova misura anche le celebri Luci d’Artista, manifestazione quest’anno giunta alla 18° edizione: attorno al Monte dei Cappuccini i neon dei Piccoli spiriti blu dell’artista Rebecca Horn sono già stati sostituiti.

    Un danno secondo il paladino dell’iniziativa Richi Ferrero, che critica Iren di non essersi impegnata abbastanza nella scelta dei LED, accusa rigettata da Francesco Profumo, presidente della società, che liquida la vicenda come «questione di abitudine» e ribadisce convinto che, considerati i vantaggi, «il gioco vale il LED».
    Un «parcheggio alla periferia di Bucarest» per i nostalgici, entusiasmante modernità per i fan del LED: a Torino una battaglia fino all’ultimo watt.

    di Giulia Dalla Verde caratteriliberi.eu dell’11/01/2016

    08-01-2016 LaStampa-I led che cambiano Torino

    08-01-2016 LaStampa-L’illuminazione è mirata. Nei luoghi aulici toni caldi

    09-01-2016 LaStampa-I lettori favorevoli ai led

     

     

     

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  • PER UN MIGLIOR SERVIZIO IDRICO

    On: 21 dicembre 2015
    In: Articoli, blog, Comunicati Stampa, SmartCity
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    Aggiornato il Piano d’ambito. Investimenti per un miliardo e mezzo di euro

    Questo pomeriggio ATo3 ha adottato l’aggiornamento del Piano d’ambito (2016/2033) che prevede, di qui al 2033, investimenti infrastrutturali nel territorio della Città metropolitana per1.534 milioni di euro.
    Il nuovo Piano consentirà di mantenere in efficienza le infrastrutture già esistenti e di realizzarne di nuove, da quelle più importanti come l’acquedotto della Valle Orco, il collettore per la raccolta delle acque inquinate “di prima pioggia” e il potenziamento dell’impianto di potabilizzazione del Po a quelle più piccole ma altrettanto rilevanti per i singoli territori.
    “Questa mole di investimenti non potrà che giovare all’economia complessiva della Città metropolitana” ha detto il vicesindaco Alberto Avetta, anche presidente delegato di Ato3 “anche perché destinata a un obiettivo fondamentale: farci bere acqua buona e quindi migliorare la nostra qualità di vita. Anche sul fronte del Servizio idrico integrato la Città metropolitana si conferma quindi una realtà all’avanguardia: il modello pubblico di governance espresso da ATo3 e da Smat funziona e rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale”.
    “Un impegno prioritario” conclude il vicesindaco metropolitano Avetta “è quello di avviare il confronto con i territori per valutare insieme le esigenze che prenderemo in considerazione nel prossimo periodo: il piano di investimenti dell’Ato acqua è decennale e per ora abbiamo solo elencato i progetti analizzati fin qui. Dieci anni sono lunghi e dal territorio emergeranno altre progettualità che non mancheremo di esaminare”.

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